Il documentario, diretto da R.J. Cutler e David Furnish, ripercorre la vita e la carriera di Elton John e sarà disponibile su Disney+ dal 13 dicembre
Disney+ ha diffuso il trailer ufficiale del documentario originale Elton John: Never Too Late che debutterà il 13 dicembre in esclusiva sulla piattaforma streaming. Attraverso le riprese dei concerti iconici della sua carriera, il trailer mostra Elton John mentre riflette sulla sua straordinaria ascesa al successo, sulle sfide personali che ha dovuto affrontare e su come la sua famiglia lo abbia cambiato.
Il documentario segue Elton John mentre ripercorre la sua vita e i sorprendenti primi anni della sua carriera cinquantennale, in questo viaggio a tutto tondo carico di emozioni, intimo ed edificante. Mentre si prepara per il suo ultimo concerto in Nord America al Dodger Stadium, Elton riporta gli spettatori indietro nel tempo e racconta gli straordinari alti e gli strazianti bassi dei suoi primi anni e come ha superato le difficoltà, gli abusi e le dipendenze per diventare l’icona che è oggi. Nel film sarà presente un nuovo brano originale di Elton John.
Il documentario originale targato Disney Branded Television è prodotto da Rocket Entertainment e This Machine Filmworks (parte di Sony Pictures Television) ed è diretto da R.J. Cutler e David Furnish. I registi Cutler e Furnish sono anche produttori insieme a Trevor Smith. Elise Pearlstein, Mark Blatty, Luke Lloyd Davies, Rachael Paley, Jane Cha Cutler e John Battsek sono i produttori esecutivi.
02/10/2024
“Road Diary: Bruce Springsteen and The E Street Band”, il trailer
Dal 25 ottobre il film documentario sarà disponibile su Disney+ in streaming, e sarà presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma
Disney+ ha diffuso il trailer di Road Diary: Bruce Springsteen and The E Street Band che debutterà il 25 ottobre in esclusiva sulla piattaforma streaming. Il film documentario originale sarà presentato in anteprima alla diciannovesima edizione della Festa del Cinema di Roma – che si terrà dal 16 al 27 ottobre – nella sezione Freestyle Arts.
Bruce Springsteen e la E Street Band offrono uno sguardo approfondito sulla creazione delle leggendarie performance live della band, con filmati delle prove e momenti speciali del backstage, oltre alle dichiarazioni dello stesso Springsteen. I fan avranno la possibilità di vedere per la prima volta in assoluto le riprese professionali del tour 2023-2024, seguendo la band in un processo di preparazione unico nel suo genere, e nelle esibizioni di fronte a centinaia di migliaia di persone in tutti i continenti.
Road Diary: Bruce Springsteen and The E Street Band è diretto da Thom Zimny, vincitore di Emmy® e GRAMMY® Award e collaboratore di lunga data di Springsteen, e prodotto da Bruce Springsteen, Jon Landau, Thom Zimny, Adrienne Gerard e Sean Stuart.
Kris Kristofferson e Janis Joplin, il ricordo di Ezio Guaitamacchi
Me and Bobby McGee è il famoso brano che Kris Kristofferson scrisse per Janis Joplin. I due si ritrovavano spesso a Sausalito, California
Ci ha lasciato lo scorso 28 settembre all’età di 88 anni Kris Kristofferson: il folk-singer, star della country music, attore, regista deve moltissimo della sua carriera musicale all’amica Janis Joplin.
Kris scrisse infatti la canzone per Janis Me and Bobby McGee quando ancora non sapeva se continuare a fare il pilota di elicotteri o invece dedicarsi alla sua grande passione che era la musica. La Joplin non avrebbe beneficiato in vita del successo che riscosse il brano perché uscì nel suo album postumo, Pearl del 1971, uscito poco più di tre mesi dopo la sua morte.
L’ispirazione per Me and Bobby McGee arrivò a Kristofferson dal suo discografico di allora che gli suggerì di scrivere una canzone su di lui e sulla segretaria Barbara “Bobbie” McKee; Kris fraintese il cognome e quindi lo cambiò in parte per il suo brano di successo.
Ma pensate per un momento di essere tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70 a Sausalito, località turistica vicino a San Francisco. Il Trident (allora il locale si chiamava così) era frequentato da tante star della musica e tra gli altri ci andava spesso anche Janis Joplin. Lì si incontrava, probabilmente nella primavera del 1970, con il suo fidanzato di allora Kris Kristofferson. Il locale ha cambiato vari nomi e ora si chiama Barrel House, ma c’è ancora il tavolo al quale si sedeva abitualmente Janis e sul soffitto di legno c’è ancora incisa la scritta con il nome di lei e quello di Kristofferson.
So long, Kris…
25/09/2024
Eric Clapton ha annunciato a sorpresa il nuovo album “Meanwhile”
Il nuovo singolo che anticipa l’album è One Woman. Il lavoro conterrà anche Moon River, registrata col compianto Jeff Beck, e vede la collaborazione di altri ospiti tra cui Van Morrison
Uscirà in digitale il prossimo 4 ottobre e poi su cd e vinile il 24 gennaio 2025 Meanwhile, nuovo album di Eric Clapton. All’interno del nuovo lavoro saranno presenti sei nuovi brani più altri otto usciti in precedenza come singoli, come Moon River con Jeff Beck o This Has Gotta Stop con Van Morrison. Bradley Walker, Judith Hill, Daniel Santiago e Simon Climie sono gli altri ospiti di un album che arriva otto anni dopo il precedente lavoro di inediti I Still Do e l’album Happy XMas del 2018.
Il 29 novembre sarà inoltre pubblicato Eric Clapton’s Crossroads Guitar Festival 2023 con le migliori esibizioni della scorsa edizione del festival organizzato dallo stesso Clapton con le esibizioni di Santana, John Mayer e Sheryl Crow.
In questi giorni è stato reso disponibile One Woman, nuovo singolo che anticipa l’uscita di Meanwhile, accompagnato da questo video uscito nella giornata di oggi:
Tracklist di Meanwhile:
1. Pompous Fool
2. Heart of a Child
3. Moon River (con Jeff Beck)
4. Sam Hall
5. Smile
6. Always On My Mind (con Bradley Walker)
7. One Woman
8. The Rebels (con Van Morrison)
9. The Call
10. How Could We Know (con Judith Hill, Simon Climie, Daniel Santiago)
11. This Has Gotta Stop (con Van Morrison)
12. Stand and Deliver (con Van Morrison)
13. You’ve Changed
14. Misfortune
24/09/2024
Talking Heads, “Stop Making Sense. 40 Anniversary Experience”
Anteprima italiana il 19 ottobre alla Festa del Cinema di Roma con Special Night al Teatro Olimpico alla presenza di Jerry Harrison e James Mockoski
Il 24 ottobre Stop Making Sense Party all’Alcatraz di Milano per il debutto dello Stop Making Sense Tour Party (prevendite disponibili da oggi)
L’11, il 12 e il 13 novembre Cinema Experience: evento speciale nelle sale italiane
Stop Making Sense. 40 Anniversary Experience è il grande film concerto, realizzato dal regista Premio Oscar Jonathan Demme, che celebra i Talking Heads a 40 anni dall’uscita.
Dalle ore 12:00 di oggi, lunedì 23 settembre, sono disponibili le prevendite per l’evento Stop Making Sense Party all’Alcatraz di Milano, in programma il 24 ottobre all’interno del calendario della nona edizione di JAZZMI 2024. Sarà una serata indimenticabile all’insegna della grande musica.
Un party esclusivo con dj set, ospiti speciali e nonsense surprises che trasformerà la venue in un dancefloor anni Ottanta grazie alle iconiche e travolgenti hit che faranno ballare tutto il pubblico.
Tutti i dettagli sono su stopmakingsense40.it per un evento che segnerà il debutto dello Stop Making Sense Tour Party nei club e nei teatri italiani, con tappe che verranno annunciate prossimamente sempre sul sito ufficiale dedicato.
Innovativi all’epoca, tra i più imitati oggi, i Talking Heads tornano così al centro della scena con il progetto Stop Making Sense. 40 Anniversary Experience che farà rivivere e approfondire la band che più di tutte ha rivoluzionato l’apparato creativo nel mondo della musica, fondendo influenze musicali disparate, creando strutture compositive non convenzionali e amplificando la creatività di visual e performance.
Stop Making Sense. 40 Anniversary Experience debutterà il 19 ottobre alla Festa Del Cinema di Roma (16-27 ottobre) per la prima Stop Making Sense Special Night, una serata al Teatro Olimpico con Jerry Harrison, storico chitarrista dei Talking Heads, e James Mockoski, responsabile del restauro del film.
Infine, solo l’11, 12 e 13 novembre, il film arriverà nelle sale italiane in 4K e audio Dolby Atmos 7.1 con la Cinema Experience (elenco sale a breve su nexostudios.it e apertura prevendite dal 16 ottobre). L’invito per il pubblico sarà quello di partecipare a tutti gli appuntamenti con un dress code ispirato al film e alla musica degli anni Ottanta per reimmergersi nelle atmosfere di quell’ottobre 1984 in cui il film fece il suo debutto internazionale.
Stop Making Sense racconta la performance della band al Pantages Theater di Hollywood nel dicembre del 1983, quando David Byrne, Tina Weymouth, Chris Frantz e Jerry Harrison, insieme a un ensemble di eccezionali musicisti di supporto, si esibiscono all’apice del successo. La nuova edizione del film – completamente restaurata in 4K (la prima revisione era del 1999), supervisionata da James Mockoski di American Zoetrope e distribuita in Italia grazie alla collaborazione tra Nexo Studios e A24 – include una colonna sonora totalmente rimasterizzata, curata dallo stesso chitarrista e tastierista dei Talking Heads, Jerry Harrison, ed è stata presentata lo scorso anno al Toronto International Film Festival.
Definito come “il miglior film concerto che abbia mai visto” da The Village Voice e “una dose di felicità dall’inizio alla fine” da The New Yorker, Stop Making Sense fu girato nel corso di tre notti al Pantages Theatre di Los Angeles, dove Demme e la sua troupe catturarono l’energia e l’eccentricità dello show dal vivo dei Talking Heads, concepito ed eseguito con precisione, e tutte le sue brillanti trovate. La gag esistenziale di Byrne inghiottito dal suo “Big Suit”; il lirismo delicato di “Genius of Love” del Tom Tom Club; la ginnastica ipnotica e sincronizzata della band e dei suoi instancabili coristi. Evitando di aggiungere interviste – e assicurandosi così che gli “unici” Talking Heads a raccontarsi fossero quelli sul palco – Demme ridisegnò efficacemente i confini dei documentari rock al punto che, ancora quattro decenni dopo, Stop Making Sense rimane un punto di riferimento del suo genere, una pietra miliare a cui ci si può ispirare ma che non si può imitare.
19/09/2024
Il Saint Louis College of Music sbarca a Milano
Intervista al Maestro Stefano Mastruzzi, direttore del Saint Louis College of Music, che ci ha raccontato di questo approdo dell’istituzione a Milano
Il Saint Louis College of Music approda a Milano. Fondato nel 1976, è tra le più rinomate realtà didattiche musicali di respiro europeo. Frequentato da oltre 1.800 studenti all’anno, provenienti da tutte le nazioni, vanta uno staff didattico stabile composto da oltre 150 docenti di fama nazionale e internazionale.
È la prima istituzione privata autorizzata dal Ministero dell’Università e della Ricerca a rilasciare diplomi accademici di primo e secondo livello (con lo stesso valore dei Diplomi di Conservatorio, quindi equivalenti a titoli di laurea triennale e magistrale).
Noi abbiamo incontrato il Maestro Stefano Mastruzzi che dal 1998 è direttore del Saint Louis College of Music e ci ha raccontato di come, oltre alle sedi storiche di Roma, adesso questa istituzione sia appunto approdata anche a Milano, nella sua sede di Viale Bodio, 37.
Una curiosità che abbiamo chiesto al Maestro Mastruzzi è se la scelta di Milano sia stata pensata nell’ottica di attrarre studenti dalle zone limitrofe e dall’estero.
Ci interessava anche capire quale fosse stato il suo excursus da docente di musica a direttore di questa importante realtà.
In chiusura, abbiamo chiesto al Maestro Mastruzzi, perché un ragazzo oggi dovrebbe iscriversi al Saint Louis College of Music.
14/09/2024
Bob Dylan, “All Along The Watchtower” dal vivo per la prima volta dal 2018
A distanza di sei anni Bob Dylan è tornato a suonare il brano che ha eseguito di più dal vivo, come sempre ispirandosi alla celebre versione di Jimi Hendrix
Lo scorso 12 settembre Bob Dylan ha iniziato il suo concerto in programma al Blossom Music Center di Cuyahoga Falls, Ohio, suonando All Along The Watchtower. L’ultima volta che l’aveva proposta dal vivo era stato nel 2018.
La versione dylaniana non è più quella contenuta in John Wesley Harding, suo album uscito a fine 1967, ma trae forte ispirazione dalla più famosa cover che ne fece Jimi Hendrix l’anno successivo, incisa con la Jimi Hendrix Experience per il loro terzo album in studio, Electric Ladyland (qui, nella nostra rubrica Songcatcher, vi avevamo raccontato tutto).
All Along The Watchtower nei live di Dylan è ormai di fatto una cover di una cover per la giusta riconoscenza del singer-songwriter nei confronti di Hendrix e della sua versione, come si può vedere anche qui di seguito nell’esibizione dal vivo di qualche giorno fa:
All Along The Watchtower è il brano più suonato da Bob Dylan nei suoi live con oltre 2.000 esecuzioni dal vivo. La prima volta – che sarà documentata anche nel cofanetto Bob Dylan—The 1974 Live Recordings in uscita il prossimo 20 settembre – fu il 3 gennaio 1974 a Chicago per il tour in cui si era riunito con The Band.
13/09/2024
“Queen I”, riedizione celebrativa per il primo album del gruppo
Dal prossimo 25 ottobre l’album di debutto dei Queen del 1973 sarà nuovamente disponibile in versione remixata ed ampliata fino a 6 CD + LP
Queen I, album di debutto omonimo dei Queen del 1973, è stato remixato e restaurato da Justin Shirley-Smith, Joshua J Macrae e Kris Fredriksson per suonare come la band ha sempre voluto che suonasse. Ad oltre mezzo secolo dalla sua pubblicazione originaria sarà disponibile dal prossimo 25 ottobre con una nuova tracklist, alternate take, demo e tracce live, che sono state inserite per ricreare la versione più completa di questo album imprescindibile. È la prima volta che un disco dei Queen presenta un nuovo mix stereo.
Il cofanetto Queen I da 6 CD + 1 LP contiene 63 tracce con 43 nuovi mix, tra cui l’album originale con l’ordine di esecuzione iniziale, registrazioni dei Queen in studio, demo, rari brani dal vivo, e l’incisione inedita della prima esibizione live dei Queen a Londra, nell’agosto 1970. Esclusa dall’uscita del 1973, la canzone Mad the Swine è stata reintrodotta nel giusto ordine di esecuzione. La confezione comprende anche un libro di 108 pagine contenente testi scritti a mano e memorabilia.
Queen @ County Ballroom Taunton – 21 Dicembre 1973
“Questa non è solo una rimasterizzazione”, scrive Brian May nelle note inserite all’interno della copertina del CD, “questa è una nuovissima ricostruzione dell’intero album di debutto dei Queen”.
Prosegue May: “Tutte le performance sono esattamente come apparivano originariamente nel 1973, ma ogni strumento è stato rivisitato per produrre i suoni ambientali ‘dal vivo’ che avremmo voluto utilizzare originariamente. Il risultato è una novità assoluta”.
I Queen nacquero all’inizio dell’estate del 1970, ma mossero i primi passi in studio dopo che il cantante Freddie Mercury, il chitarrista Brian May e il batterista Roger Taylor reclutarono il bassista John Deacon, nel luglio 1971.
“I primi tre anni sono stati davvero fiducia e speranza”, afferma Roger Taylor. “Eravamo senza un soldo ma avevamo molta fiducia in noi stessi e molta energia”.
Mentre i Queen lottavano per ottenere notorietà, la loro musica si stava sviluppando. Se la band precedente, gli Smile, era tipicamente della fine degli anni ’60, allora il suono e l’immagine dei Queen riguardavano il qui, ora e il domani. Le loro canzoni erano già colme di riff, armonie corali e richiami classici.
Dopo l’arrivo di John Deacon, i Queen si assicurarono un contratto di produzione, pubblicazione di canzoni e gestione con Trident Audio Productions. Dopo aver ascoltato i demo della band, i proprietari della compagnia, i fratelli Norman e Barry Sheffield, accettarono di finanziare la registrazione del primo album dei Queen.
Gli Sheffield possedevano anche i Trident Studios, una struttura all’avanguardia nel quartiere di Soho a Londra, che era stata utilizzata da Elton John e dai Beatles ed era raramente disponibile per band giovani e senza contratto. La popolarità del Trident era tale che lo studio era solitamente al completo durante il giorno, il che significa che i Queen potevano registrare solo durante quello che era noto come “downtime”, quei rari momenti in cui lo studio era vuoto, di solito di notte.
I Queen iniziarono a lavorare all’album nel maggio 1972 e trascorsero i quattro mesi successivi vivendo un’esistenza notturna e frammentata. Trascorrevano le serate aspettando in giro per Soho finché lo studio non si liberasse.
“Lavoravamo tutta la notte e di solito fino alle 7 del mattino, quando arrivavano gli addetti alle pulizie”, ricorda Brian.
Afferma Roger: “Sai, siamo arrivati lì subito dopo che Bowie aveva fatto Hunky Dory e The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars, due grandi album. Quindi eravamo molto contenti di esserci, arrivavamo alle tre del mattino e poi andavamo avanti per tutte le ore che potevamo. È stata solo una faticaccia. Non direi che sia stato distruttivo per l’anima perché eravamo abbastanza fiduciosi. Avevamo una sorta di innata, gentile arroganza, sai, pensavamo di essere preparati, capaci e diversi”.
I Queen hanno registrato l’album con i coproduttori interni della Trident, John Anthony e Roy Thomas Baker. Entrambi erano convinti sostenitori dei Queen ed erano stati determinanti nella firma della band con la Trident. Tuttavia, il gruppo si scontrò rapidamente con le regole e i regolamenti dello studio.
“Sebbene avessimo una grande tecnologia intorno a noi”, prosegue Brian, “in realtà non avevamo molta libertà di usarla. Eravamo considerati come i nuovi ragazzi che non sapevano nulla e nessuno voleva davvero ascoltare il modo in cui volevamo fare le cose”.
Erano relativamente inesperti, certo, ma i Queen avevano già una visione musicale chiara. Tuttavia, la tipologia di suoni di chitarra e batteria che avevano in mente si rivelarono difficili da ricreare alle due del mattino sulla batteria dello studio piuttosto che sulla loro.
Dice Roger: “Avevano una cabina per la batteria ed era un suono ben noto, molto americano sordo, compresso, che però non è mai stato il suono giusto. Avrei voluto sentire la batteria risuonare, ma non potevo utilizzare la mia e quindi l’album non ha mai suonato davvero come avremmo voluto”.
“Volevamo che tutto suonasse in modo aggressivo”, afferma Brian. “Abbiamo lottato incredibilmente per portare la batteria fuori dalla cabina, nel mezzo dello studio e posizionare i microfoni in tutta la stanza. Ma questo non era il metodo di Trident. Ricordo di aver detto a Roy Thomas Baker: ‘Questo non è proprio il suono che vogliamo’, continua Brian, e lui rispose: ‘Non preoccuparti, possiamo sistemare tutto nel mix’. Tutti sapevano che non sarebbe successo. Oggi, nel 2024, finalmente è stato fatto!”.
La frustrazione dei Queen era aggravata dal fatto che le canzoni stesse mostravano già l’ampiezza delle idee della band e la loro ambizione in brani come Keep Yourself Alive, Doing All Right, Great King Rat, Liar, Modern Times Rock’n’Roll e Son And Daughter.
Nel frattempo, l’immaginazione di Freddie aveva libero sfogo su Jesus di ispirazione biblica e su My Fairy King, dove il cantante (che presto avrebbe assunto il nome d’arte “Freddie Mercury”) cantava di “horses born with eagles wings” e “Mother Mercury, look what they’ve done to me”. “Non ho mai saputo da dove provenissero alcuni di quei testi”, dice Roger. “Ma Fred era incredibile”.
Questa nuova versione Mix 2024 di Queen I include Mad The Swine, una canzone assente dall’LP originale a seguito di una divergenza di opinioni tra la band e uno dei suoi produttori. Ora è stata reintegrata come quarta canzone dell’album, tra Great King Rat e My Fairy King, proprio come i Queen volevano che fosse nel 1972.
Nonostante le restrizioni imposte loro da Trident, la band riuscì comunque a infrangere le regole. La composizione di Brian (e il primo singolo contenuto nel cofanetto), The Night Comes Down, tracciò quel suono stratificato di chitarra acustica ed elettrica che presto sarebbe diventato la firma dei Queen. La band riuscì ad utilizzare una registrazione dei De Lane Lea Studios piuttosto che tentare una nuova versione, introducendo di nascosto il loro nastro demo multitraccia in una confezione genericamente etichettata “Trident”, per poi poter mixare la canzone per l’album.
CD2: De Lane Lea Demos – 2024 Mix esplora l’affascinante storia di Queen I, con nuovissimi mix 2024 dei demo che la band registrò prima dell’ album. Nell’estate del 1969, il gruppo pre-Queen di Brian e Roger, gli Smile, aveva registrato ai De Lane Lea Studios di Kingsway a Londra. Due anni dopo, la società aprì un nuovo studio a Wembley e aveva bisogno di una band che l’aiutasse a testare i banchi di missaggio e la qualità del suono.
Brian e Roger si offrirono volontari per i Queen, e la band trascorse del tempo in studio tra novembre 1971 e gennaio 1972 – “un’emozione enorme”, ricorda Brian. Vennero ripagati con una demo di cinque canzoni, supervisionata dal sound engineer di De Lane Louie Austin, e contenente Keep Yourself Alive, The Night Comes Down, Jesus, Liar e Great King Rat.
“I demo che abbiamo realizzato ai De Lane Lea Studios erano più vicini a ciò che sognavamo”, spiega Brian. “Bei suoni di batteria aperti e atmosfera alla chitarra”.
“Eravamo giovani e avevamo una fiducia totale in ciò che stavamo facendo”, prosegue Roger.
Sebbene questi demo fossero destinati ad essere venduti in giro per procurarsi un contratto discografico, Brian ha sempre pensato che le performance avessero più spontaneità, brillantezza, suoni più naturali rispetto alle versioni finali dell’album. Poiché le uniche copie sopravvissute dei mix dei demo sono su acetati graffiati, qui per la prima volta queste registrazioni autoprodotte sono state restaurate e remixate dalle multitracce originali.
CD3: Queen I Sessionse CD4: Queen I Backing Tracks, portano l’ascoltatore “behind the scenes” degli studi Trident e De Lane Lea studios.
CD3: Sessions raccoglie versioni completamente diverse e inedite al 100% delle canzoni dell’album, realizzate utilizzando outtakes di De Lane Lea e Trident. Contiene alcune false partenze, guide vocal, backing track, alternative take, inclusi segmenti di parlato in cui si possono sentire i membri dei Queen chiacchierare, scherzare e occasionalmente esprimere la loro frustrazione. Molte delle riprese sono costruite attorno alla chitarra acustica, quella elettrica sarebbe stata aggiunta in seguito.
CD4: Queen I Backing Tracks offre mix delle canzoni dell’album originale dei Queen, senza voce solista.
I Queen presentarono i demo di De Lane Lea a diverse case discografiche, ma non firmarono con nessuna, da qui il loro accordo con la Trident. L’album fu praticamente completato nel 1972. Ma i Queen e i loro produttori continuarono a discutere sul mix fino all’ultimo giorno, tanto che la band scelse un mix di Keep Yourself Alive, realizzato con l’assistente tecnico della Trident Mike Stone anziché una delle versioni precedenti. Mike avrebbe continuato a collaborare con i Queen nei successivi cinque album.
La Trident presentò il debutto dei Queen alle etichette discografiche e alla fine firmò un contratto per EMI nel Regno Unito e per Elektra negli Stati Uniti. Il fondatore dell’Elektra, Jac Holzman, partecipò all’appuntamento dei Queen al Marquee Club di Londra il 9 aprile 1973. Il booklet del cofanetto include un contributo dal diario di Roger sul concerto: “Went down a storm… Jac Holzman like it!” Holzman ha fatto circolare un promemoria al suo staff dichiarando: “Ho visto il futuro della musica pop, ed è una band chiamata Queen”.
EMI pubblicò Keep Yourself Alive come singolo una settimana prima dell’uscita dell’album nel Regno Unito, ma la trasmissione radiofonica si rivelò difficile da ottenere… Qualcuno stava ascoltando, però…
CD5: Queen I At The BBC, inizia con My Fairy King, in una versione leggermente diversa registrata per il DJ e primo sostenitore dei Queen, John Peel, per il programma Sounds Of The Seventies di BBC Radio 1 nel febbraio del 1973, cinque mesi prima dell’uscita dell’LP. Poiché nessuno aveva ancora ascoltato il loro album, la band portò delle basi e aggiunse nuove voci e altri overdub per questa prima sessione. Fu la prima volta che la musica dei Queen venne trasmessa in tutto il mondo. In questo CD sono presenti tre ulteriori sessioni della BBC con nuove versioni di tutte le canzoni di Queen I trasmesse dalla BBC tra febbraio 1973 e aprile 1974.
Il CD5 Queen I At The BBC e il CD6, Queen I Live, mostra come queste canzoni siano cresciute e si siano sviluppate lontano dagli studi Trident.
CD6: Queen I Live presenta le migliori performance delle canzoni del primo album dalla trionfale data iniziale del marzo 1974 al Rainbow Theatre di Londra, oltre a diverse tracce inedite. È inclusa la prima uscita ufficiale di Hangman, una composizione di Mercury/May/Taylor/Deacon ispirata a Free, pilastro dei primi concerti dal vivo dei Queen, che non è mai stata registrata in studio. Questa esibizione di Hangman proviene da uno spettacolo alla San Diego Sports Arena nell’ultima notte del tour statunitense della band nel marzo del 1976.
Le ultime canzoni di Queen I Live ripercorrono il momento in cui i Queen sono diventati “i Queen”. Nel libro di 108 pagine troviamo la riproduzione dell’invito scritto a mano da Roger alla prima esibizione dei Queen a Londra: “Una proiezione privata domenica 23 agosto [1970] alle 19:30 presso l’Imperial College… aula magna A, quinto piano”.
Due canzoni di questo spettacolo storico, Jesus e una cover del successo del 1967 del Spencer Davis Group I’m A Man, sono state recuperate dai nastri dell’archivio e sono le registrazioni più antiche dei Queen, addirittura antecedenti all’arrivo di John Deacon nella band.
L’ultima traccia dell’album originale dei Queen è un frammento strumentale di un minuto e un quarto di Seven Seas Of Rhye. La canzone finita non sarebbe stata svelata prima di Queen II e divenne un successo nella Top 10 del Regno Unito. In un certo senso, però, i ritmi frenetici di questa versione breve, il pianoforte martellante e la chitarra dal suono orchestrale catturano lo spirito del debutto dei Queen: una giovane band irrequieta e determinata, desiderosa di fare il passo successivo. Come disse una volta Freddie: “Tutti noi puntavamo in alto e non saremmo stati contenti o soddisfatti con niente di meno”.
Dice Brian: “Freddie era così convinto che avrebbe avuto successo, che non ne dubitava mai. Eravamo tutti ragazzi in gamba, ma lui era a un altro livello. Tutti noi condividevamo questa passione. L’energia crebbe e si trasformò in qualcosa di molto potente.”
Aggiunge Roger Taylor: “Fondamentalmente, con il cofanetto dei Queen abbiamo fatto suonare l’album esattamente come volevamo utilizzando le tecniche che abbiamo ora.” Abbiamo fatto in modo che le batterie suonassero come avrebbero dovuto e, nel complesso, il suono è migliore, i mix sono migliori. È stato un piacere migliorarlo, portarlo dove volevamo che fosse.
“Ho trovato una cosa, però, che mi ha stupito ascoltando questo album: quanto alcuni testi siano incredibilmente spirituali.”
QUEEN I Collector’s Edition (6CD+LP)
CD1: Queen I – 2024 Mix
1 Keep Yourself Alive
2 Doing All Right
3 Great King Rat
4 Mad The Swine
5 My Fairy King
6 Liar
7 The Night Comes Down
8 Modern Times Rock ‘n’ Roll
9 Son And Daughter
10 Jesus
11 Seven Seas Of Rhye…
CD2: De Lane Lea Demos – 2024 Mix
1 Keep Yourself Alive
2 The Night Comes Down
3 Great King Rat
4 Jesus
5 Liar
CD3: Queen I Sessions
1 Keep Yourself Alive (Trident Take 13 – Unused Master)
2 Doing All Right (Trident Take 1 – with Guide Vocal)
3 Great King Rat (De Lane Lea Take 1 – with Guide Vocal)
4 Mad The Swine (Trident Take 3 – with Guide Vocal)
5 My Fairy King (Trident Backing Track In Development)
6 Liar (Trident Take 1 – Unused Master)
7 The Night Comes Down (De Lane Lea Takes 1 & 2 – with Guide Vocal)
8 Modern Times Rock ‘n’ Roll (Trident Takes 8 & 9)
9 Son And Daughter (Trident Takes 1 & 2 – with Guide Vocal)
10 Jesus (De Lane Lea Take 2 – with Guide Vocal)
11 Seven Seas Of Rhye… (Trident Take 3)
12 See What A Fool I’ve Been (De Lane Lea Test Session)
CD4: Queen I Backing Tracks
1 Keep Yourself Alive
2 Doing All Right
3 Great King Rat
4 Mad The Swine
5 My Fairy King
6 Liar
7 The Night Comes Down
8 Modern Times Rock ‘n’ Roll
9 Son And Daughter
10 Jesus
11 Seven Seas Of Rhye…
CD5: Queen I At The BBC
1 My Fairy King (BBC Session 1, February 1973)
2 Keep Yourself Alive (BBC Session 1, February 1973)
3 Doing All Right (BBC Session 1, February 1973)
4 Liar (BBC Session 1, February 1973)
5 Keep Yourself Alive (BBC Session 2, July 1973)
6 Liar (BBC Session 2, July 1973)
7 Son And Daughter (BBC Session 2, July 1973)
8 Modern Times Rock ‘n’ Roll (BBC Session 3, December 1973)
9 Great King Rat (BBC Session 3, December 1973
10 Son And Daughter (BBC Session 3, December 1973
11 Modern Times Rock ‘n’ Roll (BBC Session 4, April 1974)
CD6: Queen I Live
1 Son And Daughter (Live at the Rainbow – March 1974)
2 Guitar Solo (Live at the Rainbow – March 1974)
3 Son And Daughter (Reprise) (Live at the Rainbow – March 1974)
4 Great King Rat (Live at the Rainbow – March 1974)
5 Keep Yourself Alive (Live at the Rainbow – March 1974)
6 Drum Solo (Live at the Rainbow – March 1974)
7 Keep Yourself Alive (Reprise) (Live at the Rainbow – March 1974)
8 Modern Times Rock ‘n’ Roll (Live at the Rainbow – March 1974)
9 Liar (Live at the Rainbow – March 1974)
10 Hangman (Live in San Diego – March 1976)
11 Doing All Right (Live in San Diego – March 1976)
12 Jesus (Live at Imperial College – August 1970)
13 I’m A Man (Live at Imperial College – August 1970)
LP: Queen I – 2024 Mix
Lato A
1 Keep Yourself Alive
2 Doing All Right
3 Great King Rat
4 Mad The Swine
5 My Fairy King
Lato B
1 Liar
2 The Night Comes Down
3 Modern Times Rock ‘n’ Roll
4 Son And Daughter
5 Jesus
6 Seven Seas Of Rhye…
11/09/2024
Ronnie Jones, su Jam TV il documentario sulle sue “9 vite”
Ronnie Jones si racconta in un documentario che andrà in onda in esclusiva su Jam TV e One TV: Le 9 vite di Mr. Jones
Sabato 14 settembre alle 21:30, nel giorno del suo 87° compleanno, andrà in onda in esclusiva su Jam TV e su One TV (canale 79 del digitale terrestre di Lombardia e Piemonte orientale) un documentario che ripercorre la vita intensa e mirabolante di Ronnie Jones, voce internazionale del soul e del blues, nativo americano ma naturalizzato italiano. Le 9 vite di Mr. Jones è una storia raccontata dallo stesso protagonista e passa dall’infanzia in Massachusetts alla scoperta del canto, della “musica dell’anima” e della sua calda e profonda voce; dal periodo sotto le armi con la United States of Force – dove “inventa” una radio per i commilitoni – al trasferimento in Europa, nel cuore pulsante della Swinging London, dove incrocia la strada di Alexis Korner e conosce i principali protagonisti della scena rock blues londinese dai Rolling Stones ai Cream giusto per citare due nomi, fino all’Italia e al successo nel cast di Hair, come disc jockey e nella disco music.
“Per me la musica è vita” dice all’inizio del documentario Ronnie Jones… ma le sue vite sono addirittura 9…
Guarda il trailer:
Jam TV
presenta
Le 9 vite di Mr. Jones
Interviste: Ezio Guaitamacchi
In redazione: Jessica Testa
Accapierre sostiene il progetto artistico di Ronnie Jones
Regia:
Moreno Pirovano
Ezio Guaitamacchi
Editing:
Marco Mussi
Riprese:
Marco Mussi
Marco Dazzi
Moreno Pirovano
Post Produzione:
Carlo Carboni
Giorgia Pace
Producer:
Michela Colombo
Claudio Confalonieri
Una produzione Zampediverse
09/09/2024
Aerosmith, un anno fa l’ultimo concerto
La data del 9 settembre 2023 è ora disponibile in 4K. Il bassista Tom Hamilton ha poi fatto sapere che non ci sarà alcun sostituto di Steven Tyler negli Aerosmith… ma dopo l’addio definitivo e forzato ai live per i problemi alla laringe del cantante, il gruppo di Boston pubblicherà nuova musica?
Dopo appena tre date del settembre 2023 di Peace Out, tour d’addio degli Aerosmith, il gruppo ha annunciato che non terrà più alcun concerto dal vivo e quindi il live del 9 settembre scorso all’UBS Arena di New York è stato l’ultimo per la band di Boston.
In un lungo post sui social pubblicato poco più di un mese fa, gli Aerosmith hanno infatti comunicato la loro decisione, dovuta ai problemi che Steven Tyler aveva già avuto alla laringe e che avevano inizialmente costretto il gruppo a posticipare più volte il tour, per poi dare l’addio definitivo all’attività live.
Tra i piani della band non c’è quello di rimpiazzare il cantante, come ha avuto modo di dichiarare di recente Tom Hamilton: “La decisione è stata presa dal team che comprende il gruppo e il nostro management dedicato – ha detto il bassista. – Non sappiamo cosa ci riservi il futuro, ma non includerà il tour”. A domanda precisa sul futuro degli Aerosmith con un cantante sostituto di Steven Tyler, Hamilton ha poi affermato che “non si è mai parlato di andare in tour con un altro cantante” e ha aggiunto: “Non riesco a immaginarlo”.
L’ultimo album di inediti del gruppo di Boston è stato Music From Another Dimension! del 2012 e il chitarrista Joe Perry aveva dichiarato di recente che c’era la possibilità di dedicarsi a nuova musica, non prima però di aver messo a punto la scaletta del tour d’addio e aveva poi detto: “Stiamo anche remixando alcune cose dei primi tempi, stiamo trovando delle outtake interessanti”.
Intanto è stato reso disponibile in 4K l’ultimo concerto degli Aerosmith:
06/09/2024
Sting, il nuovo singolo è “I Wrote Your Name (Upon My Heart)”
Il “beat di Bo Diddley” in una nuova variazione concepita dall’ex frontman dei Police
Si intitola I Wrote Your Name (Upon My Heart) il nuovo singolo di Sting, accompagnato da questo video realizzato con alcune immagini live:
Con questo suo nuovo brano Sting rende omaggio al ritmo che il famoso informatico Dr. Godfried Toussaint ha definito “il ritmo che ha conquistato il mondo“, quello chiamato “beat di Bo Diddley”. Tanti hanno utilizzato questo famoso ritmo sincopato nella storia del rock, ispirato a sua volta dall’Africa Occidentale, poi personalizzato nella musica latina e giunto fino al brano omonimo dello stesso Bo Diddley uscito nel 1955.
A titolo di esempio basti citare brani come Please Go Home dei Rolling Stones, Magic Bus degli Who, She’s The One di Bruce Springsteen, Desire degli U2, ma sono sicuramente tanti i pezzi che attingono al “beat di Bo Diddley”, proprio come avvenuto con I Wrote Your Name (Upon My Heart) di Sting. Ad accompagnare l’ex bassista e cantante dei Police – che nel nuovo singolo suona anche la chitarra elettrica – ci sono Dominic Miller alla chitarra, Chris Maas alla batteria e Martin Kierszenbaum all’organo. I Wrote Your Name (Upon My Heart) arriva a tre anni di distanza dall’ultimo album di inediti di Sting, The Bridge. Il nuovo brano vede la produzione di Martin “Cherry Cherry Boom Boom” Kierszenbaum, il mix di Robert Orton ed è masterizzato da Gene Grimaldi.
Sting sarà presto in tour in Nord America e le prime date di STING 3.0 con la nuova formazione live della band a 3 elementi sono previste i prossimi 17 e 18 settembre al leggendario Fillmore Theater di Detroit.
Foto di Carter B. Smith
02/09/2024
Enrico Ruggeri e le sue “40 vite”
40 vite (senza fermarmi mai) è la nuova autobiografia di Enrico Ruggeri che qui si racconta con noi “A cuore aperto”
Enrico Ruggeri ha da poco pubblicato la sua autobiografia 40 vite (senza fermarmi mai) (Collana le Polene, La nave di Teseo). Partendo proprio dal suo nuovo libro, il cantautore si racconta “A cuore aperto” e non può non ricordare allora nelle prime battute i momenti in cui inizia a suonare la chitarra e a fare canzoni di altri con le prime band del liceo. Nella sua carriera ci sono anche i Decibel, gruppo punk rock – di cui è stato frontman – che andò al Festival di Sanremo nel 1980, sdoganando così per primo un palco storicamente più legato alla tradizione della musica italiana.
Il successo per Ruggeri arriva sì come coautore de Il mare d’inverno, brano portato al successo da Loredana Bertè, ma già prima si era fatto notare al Festivalbar con Polvere, e infatti, proprio in una tappa della manifestazione…
Il Rouge è notoriamente un grande appassionato di sport, autentica metafora della vita, e alcune di queste vicende le ha anche raccontate nella sua carriera come nel brano Gimondi e il cannibale, citato nel corso dell’intervista.
Ruggeri fa poi tanti parallelismi tra il periodo in cui aveva cominciato a fare musica e quello attuale che prevede modi di lavorare diversi perché ovviamente è cambiato tutto; parla poi anche della vita che non rifarebbe e, con orgoglio, di quella che rifarebbe, affermando a quest’ultimo proposito: “A volte, quando sono un po’ giù di morale, penso che la mia vita sia una serie di intervalli tra un concerto e l’altro”.
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