Pj Harvey, nuovo singolo - Foto di Steve Gullick

PJ Harvey, “A Child’s Question, August” è il nuovo singolo

PJ Harvey annuncia il nuovo album I Inside the Old Year Dying, dal quale ha già pubblicato il primo singolo A Child’s Question, August

 

PJ Harvey ha pubblicato il nuovo singolo A Child’s Question, August, e annuncia il suo decimo album in studio, I Inside the Old Year Dying. Il nuovo album, il primo della Harvey dopo The Hope Six Demolition Project nominato ai Grammy nel 2016, uscirà il 7 luglio su Partisan Records. L’album è prodotto dai collaboratori di lunga data Flood e John Parish. Il nuovo singolo di PJ Harvey è accompagnato da un video diretto da Steve Gullick:

 

 

Nel corso della sua carriera, Harvey ha sempre fatto in modo che ogni fase del suo percorso la portasse in un luogo nuovo, ma questo progetto è audace e originale persino per i suoi standard. Permeato da un senso di ritorno ciclico a nuovi inizi, combina la sua audacia creativa con un senso di apertura e di invito, in modo molto affascinante. Le nuove tracce, dice Harvey, “offrono uno spazio per riposarsi, una consolazione, un conforto, un sollievo, che sembra essere necessario per i tempi in cui viviamo“.

La storia del disco risale a sei anni fa, alla fine del tour del suo ultimo album del 2017 e a come Harvey si è sentita subito dopo. Quello che sentiva fortemente era che da qualche parte, nell’infinito ripercorrersi di album e tournée, aveva perso il suo legame con la musica stessa, una consapevolezza che la turbava enormemente.

Non si è trattato di un periodo di astinenza creativa: grazie all’aiuto del poeta scozzese Don Paterson, l’artista ha lavorato a Orlam, opera poetica pubblicata l’anno scorso, la sua seconda dopo The Hollow of the Hand del 2015, che è diventata una delle ispirazioni principali per il nuovo album. Ci sono state anche le ristampe degli album precedenti della Harvey e, in nuove edizioni, delle loro versioni demo, che sono uscite tra il 2020 e il 2022. Ma alla fine due cose hanno iniziato a spingerla verso nuove canzoni, musica e suoni.

Uno di questi è il ricordo di un incontro con l’artista e regista Steve McQueen, a Chicago, durante il periodo di Hope Six. Il suo consiglio per lei è stato quello di smetterla di pensare alla musica come se si trattasse di album, ma di pensare a ciò che ama veramente, le parole, le immagini e la musica, e mettere insieme queste tre cose. L’altro elemento che l’ha spinta al ritorno alla musica è semplice: il puro atto di suonare. Prendere in mano la chitarra o sedersi al pianoforte per suonare le sue canzoni preferite di artisti come Nina Simone o Bob Dylan – ha riconfermato la sua passione per questa forma d’arte.

Presto qualcosa cominciò a muoversi. Quando Harvey ha iniziato a scrivere nuove canzoni, ha avvertito la sensazione liberatoria di fare musica per sé stessa, piuttosto che i primi passi del ciclo album-tour-album-tour. Ha attinto al senso di libertà creativa che aveva provato in passato lavorando su colonne sonore e in teatro.  Allo stesso tempo, la sua prospettiva si stava spostando dai grandi temi di Let England Shake e Hope Six (“guardare fuori, alla guerra, alla politica, al mondo”) verso qualcosa di più intimo e umano.

Le nuove canzoni“, dice Harvey, “le ho scritte tutte in circa tre settimane“. Ma quello era solo l’inizio. La chiave di ciò che sarebbe accaduto in seguito, ai Battery Studios nel nord-ovest di Londra, stava in un legame creativo a tre che risale ormai a quasi trent’anni fa tra Harvey, il suo storico collaboratore e partner creativo John Parish e Flood: noto come produttore, sebbene questa parola non gli renda giustizia.

“Lo studio è stato allestito per suonare dal vivo e questo è tutto ciò che abbiamo fatto“, dice. È difficile sopravvalutare l’importanza di questo aspetto: se I Inside the Old Year Dying è un disco molto tattile e umano, è dovuto in parte al fatto che quasi tutto ciò che contiene è frutto di improvvisazione, performance e idee spontanee, registrate nel momento stesso della loro creazione.

C’è qualcosa di profondamente edificante e redentivo in questo album, qualità esemplificate dal singolo di apertura del disco, A Child’s Question, August. “Penso che l’album parli di ricerca, di esplorazione, l’intensità del primo amore e la ricerca di un significato“, dice Harvey. “Non che ci debba essere per forza un messaggio, ma la sensazione che ricevo dal disco è quella dell’amore, si tinge di tristezza e perdita, ma è amorevole. Credo sia questo che lo fa sentire così accogliente, così aperto“.

90 anni di Willie Nelson e la scomparsa di Harry Belafonte

Dalla scomparsa di Harry Belafonte ai 90 anni di Willie Nelson

Compie 90 anni Willie Nelson e li festeggia con due concerti con tanti ospiti. Qualche giorno fa, invece, ci ha lasciato purtroppo il grande Harry Belafonte

 

Un compleanno importante oggi, 29 aprile 2023, per Willie Nelson che festeggia i 90 anni e lo fa con due concerti-evento. Stasera e domani, infatti, all’Hollywood Bowl di Los Angeles la grande stella del country sarà sul palco insieme a tanti ospiti, tra amici e altri artisti che lo considerano grande maestro e fonte di ispirazione. Un cast eccezionale per due live davvero imperdibili con Neil Young, Stephen Stills, Tom Jones, Emmylou Harris, Dave Matthews e tantissimi altri.

Happy birthday Willie Nelson!

 

Cominciamo però ricordando Harry Belafonte. Lui di anni ne aveva 96 e ci ha lasciato lo scorso 25 aprile. Ha reso popolare nel mondo la musica caraibica e nel 1956 con il suo primo LP intitolato semplicemente Calypso, dove c’è anche la famosa Day-O (Banana Boat Song), fu il primo artista a superare con un long playing un milione di copie vendute. Harry Belafonte è stato anche un importante attivista per i diritti umani ed era grande amico di Martin Luther King; era infatti anche lui in prima fila nella famosa marcia su Washington per il lavoro e la libertà del 28 agosto 1963.

So long, Harry…

Kenny Loggins and Jim Messina - Danny's Song

Kenny Loggins, “Danny’s Song” (canzone dedicata al fratello)

Kenny Loggins, saputo che il fratello maggiore Dan ha appena avuto un figlio, gli dedica una canzone, Danny’s Song

 

Primavera del 1968

Kenny Loggins si è da poco diplomato al liceo cattolico della San Gabriel Mission anche se, in realtà, vorrebbe fare il cantautore. Non ha ancora compiuto 20 anni, vive ad Alhambra, California, uno dei sobborghi di Los Angeles e la musica è la sua grande passione.

In quei giorni riceve la notizia che suo fratello maggiore Dan ha appena avuto un figlio, Colin. Dan Loggins e la mamma di Colin, Sheila, vogliono andare al nord, a Berkeley: non hanno soldi ma un mucchio di sogni, speranze e aspettative. Kenny Loggins decide di fare loro un regalo: compone una canzone dedicata al fratello intitolata Danny’s Song.

Riesce a registrarla solo un paio di anni dopo ma non ottiene riscontri. Però proprio suo fratello Dan riesce a fare in modo che quel brano giunga nelle mani del potente discografico Clive Davies che se ne innamora e fa firmare a Kenny Loggins il suo primo contratto. Poi, suggerisce a Kenny di unirsi al grande Jim Messina, già con i Buffalo Springfield di Neil Young e Stephen Stills prima e con i Poco poi.

Sittin’ In, l’album di debutto del duo Loggins and Messina, vede tra le altre canzoni proprio la deliziosa ballad Danny’s Song. E anche se l’ellepì non vende tantissimo, la canzone viene suonata spessissimo in radio diventando uno dei brani più amati del duo.

Un paio di anni dopo, la cantante canadese Anne Murray ne farà una cover di successo portandola al numero uno delle classifiche nordamericane.

Beppe Gambetta - Dichiarazioni d'amore

Beppe Gambetta, “Dichiarazioni d’amore” al Teatro Litta di Milano

Beppe Gambetta ci invita giovedì 4 maggio alle 20:30 al Teatro Litta di Milano al suo spettacolo Dichiarazioni d’amore

 

Chitarrista di fama internazionale Beppe Gambetta propone le grandi infatuazioni per la bellezza dell’arte vissute nella sua vita di musicista nel suo spettacolo Dichiarazioni d’amore. Un mondo variegato di storie e musica raccontato in sinergia con l’attore Andrea Nicolini. Beppe Gambetta paragona il suo lavoro a quello del prestigiatore del circo che, oltre a far apparire il coniglio dal cilindro, strappa i biglietti all’ingresso, vende lo zucchero filato e volteggia al trapezio. Le storie raccontate sono quelle di un domatore di note che vende musica anziché zucchero filato, e ogni storia ha una sua musica da evocare, un percorso che dai vicoli di Genova porta alle pianure del Midwest americano, dalle strade della Boca ai sobborghi di Sidney, passa oltre la cortina di ferro e arriva nel backstage di Fabrizio De André, fino alle dune di Sand Creek.

 

Per i biglietti e tutte le altre info: https://mtm.vivaticket.it/it/event/dichiarazioni-d-amore/204030

 

Beppe Gambetta è un chitarrista, cantante, ricercatore e compositore nato a Genova nel 1955. Virtuoso dello stile acustico, ha sviluppato uno stile in cui radici americane ed europee riescono a parlare insieme con una sola voce.

Jono Manson - The Last Man Shot In The War - Live

Jono Manson – The Last Man Shot In The War (Live)

Live negli studi di Jam TV Jono Manson ci fa ascoltare The Last Man Shot In The War dal suo nuovo album Stars Enough To Guide Me

 

Jono Manson live con The Last Man Shot In The War. Il brano è uno degli undici pezzi del suo nuovo album Stars Enough To Guide Me (Blue Rose/Ird per l’Italia).

I brani del disco sono molto diversi tra loro e sfidano i confini tra i generi musicali, attingendo alle tradizioni roots, rock, soul e country per tracciare vividi ritratti di personaggi resilienti che resistono con fierezza all’inesorabile avanzare del tempo. Anche le performance di Manson giovano di una simile determinazione, trasmettendo una passione e una convinzione che sono tanto sincere quanto empatiche. Infatti Stars Enough To Guide Me è tutt’altro che un nostalgico viaggio lungo il viale dei ricordi. È invece l’inizio di un nuovo capitolo, l’opera di una artista impegnato con risolutezza a continuare a creare un lascito, una canzone dopo l’altra.

 

“Canto meglio di come abbia mai fatto, mi comprendo a un livello più profondo e sono nel mezzo di una delle fasi più creative e prolifiche della mia vita” racconta Jono Manson a proposito del suo nuovo album. “Avrò anche più di sessant’anni, ma mi sembra di essere appena all’inizio”.

 

Jono Manson - On The Downlow

Jono Manson – On The Downlow (Live)

On The Downlow è uno dei brani che ha suonato dal vivo nei nostri studi Jono Manson. Il brano fa parte del suo nuovo album Stars Enough To Guide Me

 

Lo ha scritto durante la pandemia e fa indirettamente riferimento a quel periodo On The Downlow, brano che qui ci propone live Jono Manson. Il pezzo è uno di quelli del suo nuovo album Stars Enough To Guide Me (Blue Rose/Ird per l’Italia) e ha anche un suo video ufficiale.

 

Nato e cresciuto a New York, Jono Manson ha avviato la sua carriera da professionista negli anni ’70, quando ancora teenager si esibiva in discutibili dive bar in cui set di sei ore erano la norma e le serata di rado finiva prima dell’alba.

All’inizio degli anni ’80 era ormai una figura rispettata nel circuito dei club e la sua band, i Joey Miserable and The Worms, era considerata tra quelle da tenere d’occhio. Il “New York Times” li definì “eroi locali” e riconobbe loro il merito di aver influenzato “innumerevoli” altri artisti, tra cui Joan Osborne, che di loro disse che erano “maestri dell’intrattenimento” che “tenevano sempre in pugno il pubblico”.

Nei decenni a venire Manson si è costruito una carriera incidendo dischi e lavorando come produttore anche in Italia, dove ha collaborato con Edoardo Bennato e i Gang, con i quali c’è un importante sodalizio. “Jono – ha detto Marino Severini – è per noi, per me e Sandro, il ‘terzo Gang’. Averlo incontrato sulle Vie infinite dei Canti è stato e resta il bacio in fronte della Fortuna. Con Jono è tornata la voglia di fare i dischi, di incidere le nostre canzoni, una voglia che si era esaurita. È stato capace di resuscitarci. È un guru come produttore, ha delle doti rarissime e preziose come l’umiltà, il rispetto, la comprensione, la devozione. Nella nostra storia, oggi posso dire che c’è stato un tempo prima di Jono e un tempo dopo Jono, in cui lui ha fatto la differenza”.

Ha partecipato ad album come il pluripremiato disco di platino Four dei Blues Traveler e, nel suo studio in New Mexico, ha collaborato con artisti del calibro di Amanda Palmer, T Bone Burnett e Ray Wylie Hubbard.

Alcune sue canzoni sono entrate nelle colonne sonore di grandi film e la sua attività di produttore si è espansa fino in Pakistan.

Per festeggiare il novantesimo compleanno di Pete Seeger, si è esibito al Madison Square Garden accanto a Bruce Springsteen, Taj Mahal, Emmylou Harris e Joan Baez.

 

Stills e Young

Stephen Stills e Neil Young insieme sul palco al “Light Up The Blues 2023”

Al Greek Theatre di Los Angeles Stills e Young di nuovo insieme sul palco (con videomessaggio di Nash per ricordare Crosby)

 

Lo scorso 22 aprile Stephen Stills e Neil Young si sono ritrovati insieme sul palco del Greek Theatre di Los Angeles come headliner di Light Up the Blues, concerto che viene organizzato dal 2013 dallo stesso Stills e dalla sua famiglia. Per la serata sono stati raccolti fondi a favore di Autism Speaks, organizzazione no profit che ha lo scopo di fare ricerca sull’autismo.

Oltre ai due grandi protagonisti, si sono avvicendati tra gli altri sullo stesso palco Joe Walsh, Willie Nelson, Sharon Van Etten e James Raymond, quest’ultimo, come noto, figlio di David Crosby. E a tal proposito, Graham Nash ha inviato un videomessaggio in ricordo del grande Crosby, scomparso lo scorso 18 gennaio, per ricordarlo idealmente insieme, come se fosse lì sul palco, insieme agli altri due grandi compagni di avventure. Stills e Young hanno suonato insieme undici pezzi, accompagnati da Lukas Nelson (figlio di Willie Nelson) e i Promise of the Real, gruppo che accompagna abitualmente Neil Young, con brani dal repertorio solista di quest’ultimo, Helpless da Déjà Vu di Crosby, Stills, Nash & Young e altri pezzi dei Buffalo Springfield.

In rete sono disponibili diversi video della serata, tra cui questo di For What It’s Worth, un classico dei Buffalo Springfield:

Jono Manson - No New Kind Of Blue - Live @ Jam TV

Jono Manson – No New Kind Of Blue (Live)

Jono Manson, ospite negli studi di Jam TV, ci fa ascoltare dal vivo No New Kind Of Blue (che nella versione del suo nuovo disco vede come ospite all’armonica il vincitore di Grammy John Popper). Il brano è tratto dal suo nuovo album appena uscito Stars Enough To Guide Me

 

È uscito lo scorso 31 marzo Stars Enough To Guide Me (Blue Rose/Ird per l’Italia), album dal quale Jono Manson ha eseguito nei nostri studi No New Kind Of Blue. Il disco è stato inciso nello studio di Manson a Santa Fe, il Kitchen Sink, e vede la partecipazione di numerosi special guest: dal vincitore di Grammy John Popper, alla finalista di “American Idol” Crystal Bowersox, fino alla portavoce del folk americano Eliza Gilkyson. Il risultato è un sound coerente ma al contempo eclettico, che riesce a guardare al futuro senza però mancare di onorare il passato.

 

“Canto meglio di come abbia mai fatto, mi comprendo a un livello più profondo e sono nel mezzo di una delle fasi più creative e prolifiche della mia vita” racconta Jono Manson a proposito del suo nuovo album. “Avrò anche più di sessant’anni, ma mi sembra di essere appena all’inizio”.

Riguardo invece a No New Kind Of Blue ha detto: “Non esiste un nuovo tipo di blu: vuol dire che tutti noi quando sentiamo il blues siamo tutti uguali”.

John Mellencamp - Hey God

John Mellencamp, “Hey God” è il nuovo singolo che anticipa il nuovo album “Orpheus Descending”

È stata pubblicata Hey God, prima canzone tratta dal nuovo album in uscita di John Mellencamp

Si intitola Orpheus Descending il nuovo album di John Mellencamp e uscirà il 2 Giugno 2023 per Republic Records / Universal Music, lavoro che viene anticipato dalla canzone Hey God:

 

 

Registrato nel suo Belmont Mall Studio, Orpheus Descending è il 25° album di Mellencamp (qui il suo sito ufficiale) che lo ha descritto come uno dei suoi dischi più personali con canzoni come Hey God e The Eyes of Portland.

Mellencamp è attualmente in tour in Nord America, il tour Live and In Person 2023 con date fino al prossimo giugno.

TRACKLIST ORPHEUS DESCENDING
1. Hey God
2. The Eyes Of Portland
3. Land Of The So Called Free
4. The Kindness Of Lovers
5. Amen
6. Orpheus Descending
7. Understated Reverence
8. One More Trick
9. Lightning And Luck
10. Perfect World
11. Backbone

 

Conosciuto inizialmente con i nomi d’arte di Johnny Cougar, John Cougar e John Cougar Mellencamp, nella sua carriera ha venduto oltre 60 milioni di dischi, è stato nominato a 13 Grammy Awards vincendone uno nel 1983 nella categoria miglior interpretazione vocale rock maschile.

Mellencamp è stato inoltre inserito nella Rock and Roll Hall of Fame il 10 marzo 2008. Le sue più grandi influenze musicali sono state Bob Dylan, Woody Guthrie e i Rolling Stones.

Roger Waters live a Milano (31.03.2023) in attesa dei concerti di Bologna

Roger Waters live a Milano (31.03.2023) in attesa dei concerti di Bologna

Prima dei live di Bologna, altre immagini da uno dei recenti show di Milano dell’ex Pink Floyd Roger Waters

 

Dopo le quattro date a Milano, sta per tornare in Italia Roger Waters per altri tre live in programma a Bologna in questo 2023.

I prossimi appuntamenti sono quelli del 21, 28 e 29 aprile all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno. Il tour è sempre quello di This Is Not A Drill.

Dopo averlo visto il 27 marzo al Mediolanum Forum di Assago (qui il nostro servizio), vi proponiamo altre immagini (in ordine sparso) del grande show dalla serata del 31 marzo (terza delle sette date nel nostro Paese).

Dall’inizio con alcune comunicazioni dello stesso Roger Waters a Another Brick In The Wall Part 3, passando per la nuova versione di Comfortably Numb, The Happiest Days Of Our Lives/Another Brick In The Wall Part 2, Money, Sheep e il maiale Algie durante Run Like Hell.

Roger Waters ha annunciato inoltre una speciale diretta dal vivo del suo spettacolo This Is Not A Drill dalla O2 Arena di Praga, nella Repubblica Ceca, il prossimo 25 maggio. L’evento live sarà distribuito in tutto il mondo in oltre 1.500 cinema in più di 50 paesi in collaborazione con Sony Music Entertainment. I biglietti saranno in prevendita a partire dalle ore 16 di martedì 25 aprile 2023 su ThisIsNotADrillFilm.com e nexodigital.it.

Per una sola notte, Roger Waters presenta nei cinema di tutto il mondo il suo tour. Questo evento cinematografico globale, diretto da Sean Evans, offrirà ai fan la possibilità di vedere e ascoltare il suo acclamato spettacolo dal vivo in tutta la sua potenza cinematografica. Il film, straordinario atto d’accusa contro la distopia in cui tutti noi lottiamo per sopravvivere, includerà 20 canzoni classiche dei Pink Floyd e di Roger Waters, compreso l’inedito che sta suonando durante il tour The Bar.

Ad affiancarlo sul palco Jonathan Wilson, Dave Kilminster, Jon Carin, Gus Seyffert, Robert Walter, Joey Waronker, Shanay Johnson, Amanda Belair e Seamus Blake.

Siamo entusiasti di offrire ai fan di tutto il mondo l’opportunità di vivere un concerto così iconico dal vivo sul grande schermo“, ha dichiarato Tom Mackay, President, Premium Content, Sony Music Entertainment.

I biglietti saranno disponibili da martedì 25 aprile, quando verrà annunciato l’elenco completo dei cinema che parteciperanno all’evento. È possibile iscriversi al sito thisisnotadrillfilm.com per ricevere aggiornamenti e ulteriori informazioni.

In Italia il film è distribuito in esclusiva da Nexo Digital in collaborazione con i media partner Virgin Radio e MYMovies.it assieme a Sony Music International e D’Alessandro e Galli.

 

Un’occasione in più, insomma, per chi non avesse visto i concerti di Roger Waters a Milano e non dovesse riuscire ad assistere nemmeno a quelli di Bologna.

Allman Brothers Band - Jessica - Dickey Betts

Allman Brothers Band, “Jessica” (come la figlia del chitarrista Dickey Betts)

Dickey Betts della Allman Brothers Band completa (quasi) un nuovo brano strumentale, quando vede sua figlia di poco più di un anno Jessica

 

Dicembre del 1972

Dopo l’improvvisa e tragica morte di Duane Allman, musicisti, entourage, mogli e amici che compongono la grande famiglia della Allman Brothers Band decidono di proseguire pur senza il loro talentoso chitarrista. “È quello che avrebbe voluto Duane”, dicono in coro.

E così, ingaggiano il formidabile tastierista Chuck Leavell, riprendono a fare concerti, acquistano una vasta tenuta di campagna a Juliette, Georgia, che ribattezzano “The Farm”.

Quella enorme country house era il sogno di Berry Oakley, bassista del gruppo, che, più di tutti, non era riuscito a elaborare il lutto per la morte del suo amico Duane. Ironia della sorte, un anno dopo, nel novembre del 1972, morirà come lui: incidente in moto in un posto vicinissimo a quello in cui la Harley Davidson dell’amico è scivolata per evitare lo scontro con un camion.

In quegli stessi giorni, il secondo chitarrista della band Dickey Betts, sta cercando di comporre un brano strumentale, ma non ne viene a capo.

Un pomeriggio, mentre lo sta suonando, sua figlia, la piccola Jessica di poco più di un anno, arriva gattonando di fianco al papà. Dickey Betts si accorge che la bimba si muove seguendo la musica e così continua a suonare costruendo a mano a mano il pezzo. Manca però ancora qualcosa. Le due frasi che compongono il brano sono slegate tra loro e Betts non riesce a fonderle.

Qualche giorno dopo invita a cena il chitarrista e session man Les Dudek chiedendogli di portare con sé la sua chitarra. Insieme i due suonano il pezzo e, mentre Dickey va a verificare la cottura delle bistecche, Les trova il bandolo della matassa. Quando l’amico torna gli suona il “bridge” capace di unire le due parti. Un mese dopo, negli studi della Capricorn Records a Macon, Georgia, gli Allman Brothers incidono quello strumentale che giustamente verrà titolato con il nome della figlioletta di Dickey Betts, Jessica. Il brano non sarà un successo immediato, ma entrerà poco per volta nel cuore di tutti gli appassionati.

Daisy Jones & The Six - serie Prime Video

Daisy Jones & The Six, una serie per appassionati di rock su Prime Video

È disponibile dallo scorso 3 marzo su Prime Video Daisy Jones & The Six, serie ispirata a un libro (e ai Fleetwood Mac)

 

Se siete appassionati di rock non potrete di certo perdervi Daisy Jones & The Six, serie televisiva statunitense distribuita a partire dal 3 marzo 2023 su Prime Video. Daisy Jones & The Six è stata creata da Scott Neustadter e Michael H. Weber ed è basata sull’omonimo romanzo di Taylor Jenkins Reid.

 

La serie segue “una rock band negli anni ’70 dalla loro ascesa nella scena musicale di Los Angeles fino a diventare una delle band più famose al mondo ed esplora il motivo della loro separazione al culmine del loro successo”.

Taylor Jenkins Reid, autrice del romanzo da cui è tratta l’opera e produttrice della serie, ha dichiarato di essersi ispirata dalla sua esperienza di crescita e poi ha trovato più di qualche spunto guardando le esibizioni dei Fleetwood Mac in televisione.

 

Grande importanza assume ovviamente la colonna sonora della band immaginaria Daisy Jones & the Six. I singoli Regret Me e Look at Us Now (Honeycomb) hanno anticipato l’uscita dell’album Aurora, pubblicato dalla Atlantic Records. Le voci principali del disco sono di Riley Keough e Sam Claflin. Aurora è stato composto, eseguito e prodotto da Blake Mills, con una produzione aggiuntiva di Tony Berg e in collaborazione con musicisti come Chris Weisman e Phoebe Bridgers.

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