Taylor Hawkins - Tribute Concert in streaming

The Taylor Hawkins Tribute Concert in diretta streaming

Manca sempre meno a The Taylor Hawkins Tribute Concert. Il live avrà luogo domani, sabato 3 settembre, a partire dalle 17:30 (ora italiana), a Londra, allo stadio di Wembley, ed è il primo di due concerti tributo a Taylor Hawkins, il batterista dei Foo Fighters scomparso lo scorso 25 marzo.

The Taylor Hawkins Tribute Concert sarà trasmesso anche in diretta streaming sul canale ufficiale YouTube di MTV, su VH1+ e su Pluto TV, e, solo negli Stati Uniti, su Paramount+. Qui gli ulteriori dettagli su dove si potrà vedere il concerto: live streaming su Pluto TV il 3 settembre dalle 17.30; sarà poi disponibile sui canali lineari di MTV ed MTV Music con uno speciale che andrà in onda domenica 4 settembre dalle 20.00 su MTV Music (canale Sky 132 e 704) e dalle 21.00 su MTV (canale Sky 131 e in streaming su NOW), e in chiaro lunedì 5 settembre alle 20.00 su VH1 (canale 167 DTT, 22 Tivùsat e Sky canale 715). Su Paramount+ lo show sarà disponibile al lancio della piattaforma il 15 settembre.

Oltre ai Foo Fighters saranno presenti al concerto e si esibiranno: Travis Barker, Nandi Bushell, Martin Chambers, Chris Chaney, Chevy Metal, Stewart Copeland, Josh Freese, Liam Gallagher, James Gang, Violet Grohl, Omar Hakim, Justin Hawkins, Shane Hawkins, Joshua Homme, Chrissie Hynde, Alain Johannes, Brian Johnson, John Paul Jones, KESHA, Greg Kurstin, Geddy Lee, Alex Lifeson, Brian May, Krist Novoselic, Nile Rodgers, Mark Ronson, Luke Spiller, Supergrass, Roger Taylor, Rufus Taylor, Lars Ulrich, Wolfgang Van Halen e con la speciale partecipazione di Dave Chappelle e Chris Rock.

 

Qui di seguito, infine, il link a The Taylor Hawkins Tribute Concert direttamente dal canale ufficiale YouTube di MTV:

https://www.youtube.com/watch?v=LOnjLuBBkhU

 

Aerosmith - 50 anni

50 anni di Aerosmith: “50 Years Live! From the Aerosmith Vaults”

50 Years Live! From the Aerosmith Vaults è il modo scelto dagli Aerosmith per celebrare 50 anni (e più) della band:

un concerto live per ogni decennio trasmesso in streaming e preso da “bootleg ufficiali” ripescati direttamente dagli archivi del gruppo.

Ogni live è stato trasmesso di volta in volta per una settimana e per cinque settimane consecutive sul canale YouTube ufficiale degli Aerosmith. Il primo in ordine di tempo è stato Live From The Summit, Houston, TX, 1977 (girato il 24 e il 25 giugno 1977 al The Summit di Houston, Texas), disponibile per sette giorni a partire dallo scorso 29 giugno. Per ogni concerto sono rimasti disponibili gli highlights che sono dunque sempre visualizzabili sullo stesso canale.

Qui il trailer:

Il materiale di 50 Years Live! From the Aerosmith Vaults è stato ritrovato grazie al produttore Steve Berkowitz e poi grazie a Tommy Higgins e John Bionelli. I filmati originali sono stati oggetto di restauro sia per quanto riguarda l’audio che il video; la produzione è stata di Steve Berkowitz e Dennis Wolfe; il trasferimento e la conversione in digitale sono avvenuti con l’aiuto della regista e produttrice Jennifer LeBeau.

Gli altri live trasmessi sono stati: Live From The Capital Center, Landover, MD, 1989, girato a Landover, nel Maryland, il 17 dicembre 1989; Live From The Coca-Cola Star Lake Amphitheatre, Pittsburgh, Pennsylvania, 1993 al Coca-Cola Star Amphitheatre il 2 luglio 1993; Live From Comerica Park, Detroit, MI, 2003 girato nel Michigan il 7 settembre 2003, al Comerica Park durante il tour “Rocksimus Maximus”.

L’ultimo concerto in ordine di tempo ancora disponibile per qualche giorno nella sua interezza sul canale YouTube degli Aerosmith è Live From Arena Ciudad de Mexico, Città del Messico, 2016, girato presso l’Arena Ciudad de Mexico a Città del Messico il 27 ottobre 2016.

Qui di seguito è disponibile la playlist con tutti gli highlights di 50 Years Live! From the Aerosmith Vaults:

Dal 14 settembre all’11 dicembre gli Aerosmith proseguiranno le celebrazioni dei loro 50 anni a Las Vegas al Dolby Live at Park MGM con Aerosmith: Deuces Are Wild. Dolby Live è anche un luogo tecnologicamente avanzato per la musica dal vivo perché offre la possibilità di ascoltare il concerto in Dolby Atmos.

Infine, dopo la pubblicazione su cassetta in edizione limitata ed in vinile per il Record Store Day 2021, adesso è disponibile su CD e LP Aerosmith – 1971: The Road Starts Hear, la rara registrazione del 1971 trovata di recente nei Vindaloo Vaults degli Aerosmith.

Joe Strummer - 70 anni - The Mescaleros Years

Joe Strummer avrebbe compiuto 70 anni – Dall’inedito “Fantastic” a una cover eseguita da Eddie Vedder

Domenica 21 agosto Joe Strummer avrebbe compiuto 70 anni e per l’occasione Dark Horse Records ha celebrato la ricorrenza con l’anteprima di Fantastic.

Il brano inedito è una delle ultime incisioni di Strummer, registrato nel dicembre 2002 nei famosi Rockfield Studios di Monmouthshire, in Galles. Il tutto avvenne poche settimane dopo che Joe Strummer and The Mescaleros avevano tenuto il loro ultimo concerto all’Università di Liverpool il 22 novembre 2002.

Qui di seguito si può ascoltare il brano:

Continuando i festeggiamenti per quelli che sarebbero stati i 70 anni di Joe Strummer, Eddie Vedder, fan di lunga data di Strummer, ha realizzato la cover di Long Shadow. Il brano faceva parte dell’album postumo di Joe Strummer and the Mescaleros, Streecore.

“Penso che la musica che Joe ha fatto con i Mescaleros, quei dischi, quelle canzoni e quelle parole, avessero un sound ‘collettivo'”, ha detto Vedder. “E quando si raggiunge un suono così, l’ascoltatore sente di poter far parte di quella comunità”.

La cover di Long Shadow eseguita da Eddie Vedder, accompagnata da un video, è disponibile qui:

Con Fantastic viene annunciata l’imminente pubblicazione da parte dell’etichetta Dark Horse Records di Joe Strummer 002: The Mescaleros Years. Si tratta della prima raccolta completa che mette in luce il lavoro di Strummer con la sua band post-Clash, The Mescaleros. Il cofanetto esce venerdì 16 settembre in formato 4 CD con libro di 72 pagine e 7 LP con libro di 32 pagine, con confezione in edizione speciale ed esclusiva stampa artistica 12″x12″.

Joe Strummer 002: The Mescaleros Years include le edizioni rimasterizzate di tutti e tre gli album in studio dei Mescaleros, oltre a 15 brani rari e inediti che spaziano dai primi demo che Strummer scrisse per la band, agli outtake delle ultime registrazioni, oltre a canzoni come Ocean Of Dreams, con Steve Jones dei Sex Pistols alla chitarra. Il cofanetto è prodotto dalla vedova di Strummer, Lucinda Tait, e realizzato da David Zonshine. Joe Strummer 002: The Mescaleros Years include anche nuove interviste esclusive con gli amici, i collaboratori, i compagni di band e i Mescaleros, oltre a note scritte a mano inedite, testi e disegni di Strummer tratti dall’Archivio Joe Strummer.

Il lavoro è stato presentato il mese scorso insieme a una prima versione inedita di The Road To Rock ‘N’ Roll (Demo) con un video ufficiale in cui sono presenti disegni e testi scritti a mano trovati nell’archivio di Joe Strummer:

Sebbene sia conosciuto soprattutto come frontman dei Clash, Strummer proseguì poi la sua carriera con i Mescaleros. In questo periodo Strummer disse: “Tutto quello che sta accadendo per me ora è solo un bluff. Ho imparato che la fama è un’illusione e che tutto ciò che la riguarda è solo uno scherzo. Ora sono molto più pericoloso, perché non mi interessa affatto”.

Joe Strummer 002: The Mescaleros Years prende in esame questo intenso periodo di creatività dal 1999 al 2002. Il lavoro raccoglie per la prima volta album come Rock Art and the X-Ray Style (1999), Global A Go-Go (2001) e il postumo Streetcore (2003). Inclusa nel cofanetto c’è anche Vibes Compass, una nuovissima compilation di 15 B-sides e rarità, tra cui le prime demo di alcuni dei primi brani che Joe scrisse per i Mescaleros, come The Road To Rock ‘N’ Roll, X-Ray Style, Techno D-Day, oltre all’inedito Secret Agent Man e alle registrazioni originali delle ultime sessioni di Joe, tra cui gli outtake di Get Down Moses, Coma Girl e il brano Fantastic.

Tutti gli album sono stati rimasterizzati dal tre volte vincitore del GRAMMY Award, l’ingegnere Paul Hicks (Beatles, John Lennon, Rolling Stones, David Bowie). I dischi sono accompagnati da nuove note di copertina, immagini inedite e quattro riproduzioni di testi e accordi provenienti dall’archivio di Strummer.

“Joe ci ha lasciato così tanta musica nel suo archivio”, dice Lucinda Tait, vedova di Joe e produttrice esecutiva. “Abbiamo iniziato questo lavoro con ‘001‘, quindi concentrarci sul lavoro di Joe con i Mescaleros è stato il secondo passo naturale per ‘002‘, perché le canzoni che ha realizzato con loro sembravano risuonare così fortemente e rinvigorivano il suo legame con il pubblico a un livello che non aveva più sperimentato dai tempi dei Clash. Era così entusiasta di lavorare con i Mescaleros e l’accoglienza ricevuta dalla stampa e dai fan è stata incredibile, gli ha dato un turbine di energia e fiducia e si è sentito creativamente appagato e felice.
Le sue parole sono così belle e oneste e insieme ai Mescaleros sono stati creati dei brani fantastici e ascoltare alcuni degli outtakes per me è stato davvero speciale”.

 

Peccato solo che Joe Strummer non sia qui per celebrare i suoi 70 anni…

David-Bowie-John-Cale-video-YouTube

John Cale, nuovo singolo con video animato (e c’è anche David Bowie)

Night Crawling è il nuovo singolo di John Cale (qui il suo sito ufficiale). Il brano è accompagnato da un video d’animazione, diretto dall’illustratore Mickey Miles, in cui l’ex Velvet Underground percorre le strade di New York negli anni ’70 insieme a David Bowie:

 

 

Night Crawling è il primo singolo di John Cale dopo Lazy Day del 2020 e dopo la collaborazione con Kelly Lee Owens per Corner Of My Sky.

“C’è stato un periodo intorno alla metà-fine degli anni ’70 in cui io e David ci incontravamo a New York” afferma Cale in un comunicato stampa. – “Mentre discutevamo molto sulla possibilità di portare a termine un lavoro condiviso, finivamo per vagare lungo le strade della città, fino a non essere più in grado di formulare un pensiero, figuriamoci una canzone!

Una sera siamo riusciti a incontrarci per un concerto di beneficenza, dove gli ho insegnato una parte di viola in modo da poterci esibire insieme. Quando ho scritto Night Crawling, era un momento di riflessione su tempi particolari. Quel tipo di NYC che teneva in pugno l’arte, abbastanza forte da tenerla al sicuro e abbastanza pericolosa da mantenerla interessante. Ho sempre pensato che avremmo fatto un altro tentativo di registrare insieme, questa volta senza l’interferenza di essere perennemente fuori di testa! Il bello di creare musica è la capacità di divinizzare un pensiero o un sentimento anche quando la realtà dice che non è possibile in termini logici”.

 

John Cale ha recentemente terminato un tour nel Regno Unito, prima di riprendere con nuove date tra ottobre e novembre, dopo che lo scorso 9 marzo ha compiuto 80 anni.

Creedence Clearwater Revival at the Royal Albert Hall

Creedence Clearwater Revival at the Royal Albert Hall

Sarà finalmente disponibile la registrazione perduta da tempo della leggendaria performance del 1970 alla Royal Albert Hall di Londra dei Creedence Clearwater Revival.

 

Uscirà infatti il prossimo 16 settembre su Craft Records e in vari formati Creedence Clearwater Revival at the Royal Albert Hall, un live intero che fotografa dal vivo il gruppo – all’apice della carriera – nella prestigiosa sala da concerto londinese. L’album vede John Fogerty, Tom Fogerty, Doug Clifford e Stu Cook interpretare successi, che sono ormai grandi classici, come Fortunate Son, Proud Mary, Bad Moon Rising e tanti altri.

 

Dopo quasi cinquant’anni, i nastri originali (multitraccia) sono stati meticolosamente restaurati e mixati dal team del produttore Giles Martin e del tecnico del suono Sam Okell, che insieme si sono occupati di tantissimi progetti, come la riedizione per il cinquantenario di Abbey Road e Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band dei Beatles, così come dell’audio del biopic Rocketman dedicato ad Elton John e della serie The Beatles: Get Back diretta da Peter Jackson. La versione in vinile è stata masterizzata dal rinomato tecnico del suono Miles Showell presso gli Abbey Road Studios grazie alla tecnologia half-speed technology per un’esperienza d’ascolto ai massimi livelli.

 

Creedence Clearwater Revival at the Royal Albert Hall uscirà in concomitanza con il documentario Travelin’ Band: Creedence Clearwater Revival at the Royal Albert Hall. Diretto da Bob Smeaton (The Beatles Anthology e Hendrix: Band of Gypsys) e narrato dall’attore premio Oscar Jeff Bridges, il film accompagna gli spettatori dagli albori della band ad El Cerrito, in California, fino alla repentina e folgorante ascesa. Ricco di numerosi filmati inediti, Travelin’ Band culmina proprio con la performance della band alla Royal Albert Hall, vale a dire l’unico filmato integrale di un concerto della formazione originale dei CCR ad esserci pervenuto. Il film uscirà il prossimo 16 settembre e presto si conosceranno altri dettagli.

 

I Creedence Clearwater Revival salirono sul palco della Royal Albert Hall il 14 aprile 1970. Nei mesi precedenti lo show, il gruppo aveva vissuto un “anno magico” senza precedenti, come racconta Jeff Bridges nel film. In soli dodici mesi la band aveva raggiunto cinque singoli nella Top 10 e tre album nella Top 10 (Bayou Country, Green River, Willy and the Poor Boys) nelle classifiche americane, superando i Beatles. Erano apparsi al leggendario Ed Sullivan Show e suonato a oltre un milione di persone in tutta l’America, comprese le centinaia di migliaia di persone riunite a Woodstock.

 

Il suono “swamp rock” della band, che suonava tanto “southern”, finì con l’invadere le frequenze radiofoniche di tutto il mondo in quel 1969. Singoli come Proud Mary, Green River, Fortunate Son e Down on the Corner sono stati nella Top Ten in Europa, Nord America e Australia, mentre Bad Moon Rising ha raggiunto la vetta della classifica nel Regno Unito e in Nuova Zelanda. Ma i Creedence sono stati più di un semplice successo commerciale.

Alla fine del 1969, Bridges osserva: “John Fogerty era considerato uno dei cantautori politicamente più influenti d’America”, in seguito al suo commento pungente (con risvolti sociali) sulla guerra del Vietnam in Fortunate Son.  I critici stavano prestando molta attenzione ai CCR, mentre Rolling Stone li dichiarò la “Best American Band”.  All’alba del nuovo decennio, i Creedence suonarono in un trionfale spettacolo nella città natale all’Oakland Coliseum. Meno di quattro mesi dopo, ad aprile, i quattro si imbarcarono nel loro primo tour europeo, una serie di otto spettacoli che includeva tappe in Olanda, Germania, Francia e Danimarca.

 

La band considerava i due show londinesi (subito sold-out) come una sorta di test per il successo del loro tour europeo. Aprendo la loro prima serata con Born on the Bayou, la band travolse il pubblico con dodici brani ad alto impatto.  “Ciò che distingueva i Creedence da molti dei loro contemporanei era la loro capacità di produrre sul palco il sound dei loro dischi, e l’evidente emozione, la gioia che scaturivano dalla loro predilezione per i concerti dal vivo”, spiega ancora Jeff Bridges.

Alla conclusione dello show con Keep on Chooglin’, la band ricevette una standing ovation di 15 minuti. Il giorno dopo piovvero reazioni entusiastiche da pubblicazioni autorevoli come The Times e NME.

Se i Creedence Clearwater Revival solo due anni più tardi avrebbero intrapreso strade separate, le speculazioni riguardo ad una registrazione dal vivo di quel leggendario concerto iniziarono a circolare tra i fan già dal 1980. In quell’anno, la Fantasy Records aveva pubblicato un album dal vivo della band, con il titolo fuorviante di The Royal Albert Hall Concert. Si scoprì presto che l’audio proveniva, in realtà, dallo show all’Oakland Coliseum, catturato mesi prima della sortita londinese. Mentre l’etichetta si affrettava ad applicare all’album uno sticker con le informazioni giuste e a ribattezzare le ristampe successive della performance del gennaio 1970 con il titolo The Concert, le riprese della Royal Albert Hall rimasero una ‘leggenda metropolitana’ del rock ‘n’ roll… fino ad ora.

 

 

Creedence Clearwater Revival at the Royal Albert Hall: la tracklist

 

 

CD e digitale

1.      Born on the Bayou

2.      Green River

3.      Tombstone Shadow

4.      Travelin’ Band

5.      Fortunate Son

6.      Commotion

7.      Midnight Special

8.      Bad Moon Rising

9.      Proud Mary

10.  The Night Time Is the Right Time

11.  Good Golly Miss Molly

12.  Keep on Chooglin’

 

Vinile

A1. Born on the Bayou

A2. Green River

A3. Tombstone Shadow

A4. Travelin’ Band

A5. Fortunate Son

A6. Commotion

A7. Midnight Special

B1. Bad Moon Rising

B2. Proud Mary

B3. The Night Time Is the Right Time

B4. Good Golly Miss Molly

B5. Keep on Chooglin’

Patti Smith

Patti Smith, il report del concerto al Castello Sforzesco di Milano

Patti Smith, il report del concerto di Milano al Castello Sforzesco del 1° agosto 2022, ultima tappa per lei di questo tour in Italia.

 

La tappa conclusiva del tour estivo 2022 ha riportato Patti Smith a Milano, da sempre, una delle città preferite dell’artista americana. Lei in passato ha spesso soggiornato nella camera una volta riservata al suo grande idolo Maria Callas. La stanza è presente tuttora nello sciccosissimo Grand Hotel et de Milan di via Manzoni.

Sorridente, loquace e fisicamente in gran forma (i prossimi saranno 76…) Patti si è presentata sul palco accolta da un applauso calorosissimo da parte del pubblico milanese che ha riempito tutti i posti disponibili in platea.

La tripletta di brani iniziale (Redondo Beach, Grateful e Ghost Dance) ha tracciato subito le coordinate soniche del concerto. Un live più soft e poetico di quelli cui la Smith ci aveva abituato in passato. Lei stessa è parsa adeguare vocalità e grinta ai toni più sommessi del tutto puntando più che mai sulle sue capacità espressive e sulle sue doti comunicative.

L’omaggio al vecchio amico e maestro Allen Ginsberg a 25 anni dalla morte l’hanno riportata ai tempi in cui, insieme all’amico Lenny Kaye, metteva in scena a New York spettacoli di poesia e musica. 

Ma proprio l’assenza di Lenny Kaye ha pesato sull’efficacia musicale del concerto. A sostituirlo (si fa per dire) la Smith ha voluto accanto a se il figlio Jackson. È parso chitarrista modesto che ha costretto Tony Shanahan (vecchio sodale di Patti) agli straordinari. Shanahan ha suonato infatti basso, tastiere, cori e diversi interventi musicali extra per tentare di sopperire alle lacune di “core de mamma”.

Come accennato, a rimanere penalizzato è stato così l’impatto globale dello show. Uno spettacolo privo del mordente e della grinta da sempre marchio di fabbrica della Sacerdotessa i cui sermoni, peraltro, si sono rivelati comunque efficaci e graditissimi. Sia quando ha omaggiato Leopardi con una lettura in inglese del suo “Infinito”, sia quando ha cantato in modo toccante la profetica After The Goldrush di Neil Young accompagnata unicamente dalla tastiera di Tony Shanahan. 

Un finale in crescendo (Because The Night, Gloria e People Have The Power, quest’ultima con la partecipazione a sorpresa della stella del basket Gigi Datome). Patti Smith ha entusiasmato un pubblico eterogeneo (parecchi i giovani presenti). Un pubblico fedelissimo alla liturgia della Sacerdotessa che ha così concluso in modo trionfale il suo tour 2022 nella città che le ha donato una pergamena del Comune. Una città che anche per questo da oggi Patti Smith sente ancor più sua.

Joni Mitchell - Newport Folk Festival 2022

Joni Mitchell live al Newport Folk Festival – Prima esibizione dopo vent’anni

Joni Mitchell è tornata sorprendentemente a calcare il palco del Newport Folk Festival dopo l’ultima volta nel 1969. Una rara esibizione, la prima in vent’anni nell’ambito di un vero concerto. La cantautrice ha affiancato Brandi Carlile e altri incredibili musicisti proponendo capolavori della sua discografia. Tra questi ultimi ha fatto ascoltare infatti Both Sides NowCarey, seduta su una poltrona al centro del palco: un trono per la regina del folk.

Dopo Summertime di Gershwin, sul finale Mitchell si è alzata in piedi, ha imbracciato la chitarra e regalato un lungo assolo sulla sua Just Like This Train. Sta “re-imparando” a suonare guardando video su Internet. Lo ha raccontato lei stessa, ed è stato incredibile per il pubblico vederla esibirsi dopo l’aneurisma che l’ha colpita nel 2015 togliendole la parola per lungo tempo.

 

“Datele il benvenuto, Joni torna su questo palcoscenico per la prima volta dal 1969” ha dichiarato Brandi Carlile. In quell’occasione Mitchell suonò The Circle Game, un anno prima che uscisse in Ladies of the Canyon, suo terzo album.

 

È stato un anno importante per Joni Mitchell questo 2022: ha ricevuto infatti un prestigioso premio del Kennedy Center, è stata nominata Musicares Person of the Year dalla Recording Academy e ha iniziato a pubblicare la sua musica prodotta e ancora inedita con il progetto Joni Mitchell Archives. La singer-songwriter canadese ad aprile era anche salita sul palco degli ultimi Grammy come presentatrice, dopo che in carriera ne ha vinti addirittura nove.

 

Ecco qui, infine, l’esibizione di Joni Mitchell al Newport Folk Festival:

 

Vittorio De Scalzi

Addio a Vittorio De Scalzi, fondatore dei New Trolls

È morto questa notte Vittorio De Scalzi. Il fondatore dei New Trolls aveva 72 anni. De Scalzi negli ultimi anni aveva contratto il Covid e, dopo essere guarito, era stato colpito da fibrosi polmonare e, per questo motivo, negli ultimi giorni le sue condizioni di salute si erano aggravate ed era stato ricoverato in ospedale.

 

Questo il messaggio diffuso attraverso i suoi profili social con il quale la famiglia ha annunciato la sua scomparsa: “Vittorio De Scalzi ci ha lasciato , ha raggiunto la sua Aldebaran.
Grazie a tutti per l’amore che in tutti questi anni gli avete dimostrato .
Continuate a cantare a squarciagola “ quella carezza della sera” …
lui vi ascolterà.

Mara Armanda Alberto”

Il messaggio prosegue ricordando che domani alle 18:oo, presso la sede del Club Tenco in piazza Cesare Battisti a Sanremo, avrà luogo il funerale in forma laica. Tutti coloro che vorranno dare l’ultimo saluto potranno farlo fino alle 23:00.

Tante volte abbiamo incontrato Vittorio De Scalzi nel corso degli anni. In tempi recenti lo abbiamo intervistato in più occasioni, come qui, nel 2017, a La Salumeria della Musica di Milano. Era il periodo in cui stava festeggiando i suoi “primi 50 anni di carriera”, come li aveva definiti lui stesso.

Nell’intervista si parla del grande concerto al Teatro San Carlo di Napoli con tanti ospiti, da Patty Pravo a Le Orme. De Scalzi si sofferma inoltre sulla sua amicizia con Fabrizio De André, che qualche anno dopo scriverà i testi di Senza orario senza bandiera, primo album dei New Trolls.

Vittorio De Scalzi fa poi riferimento ai progetti che aveva per l’immediato futuro, si sofferma sulla cosiddetta “scuola genovese” e ricorda di quando aveva rubato i pantaloni a Mick Jagger… pantaloni poi persi successivamente.

Qui di seguito la nostra intervista di cinque anni fa circa a Vittorio De Scalzi:

Ciao Vittorio…

Ben Harper; foto di Michael Halsband

Ben Harper, “Need To Know Basis” – Nuovo video girato al Lucca Summer Festival (e nuovo album)

Nuovo video girato lo scorso 17 luglio al Lucca Summer Festival per Ben Harper che presenta così il suo nuovo singolo Need To Know Basis. Il brano fa parte del nuovo album uscito nella giornata di oggi Bloodline Maintenance (Chrysalis Records).

 

Need To Know Basis mette in mostra il suono distintivo del clavinet, suonato dal leggendario tastierista Larry Goldings (James Taylor, John Mayer, Steve Gadd). “È una specie di eroe sconosciuto della musica soul”, ha detto Harper, “È diventato famoso dall’introduzione di ‘Superstition’ di Stevie Wonder, che probabilmente è stata la prima canzone che mio padre abbia mai suonato per me”. Aggiunge poi ancora lo stesso Ben Harper: “‘Need To Know Basis’ parla di quanto sia difficile per alcune persone dire ti amo e di come le persone possono aspettare di sentirselo dire”.

 

Qui di seguito il video di Need To Know Basis di Ben Harper girato al Lucca Summer Festival:

Harper, insieme a The Innocent Criminals, porterà live Bloodline Maintenance con un epico tour mondiale che prevede sia date da headliner in Nord America ed Europa, sia esibizioni a rinomati Festival, ma anche alcuni appuntamenti live negli Stati Uniti insieme a Jack Johnson e a ben 15 date di supporto al suo recente collaboratore Harry Styles al Kia Forum di Los Angeles, CA. A breve saranno annunciate altre date da headliner.

Per aggiornamenti e informazioni sui biglietti: www.benharper.com/tour
Qui di seguito i prossimi appuntamenti in Italia:

2 agosto – Palmanova – Piazza Grande
3 agosto – San Mauro Pascoli – Acieloaperto Festival
4 agosto – Roma – Cavea Auditorium Parco Della Musica
6 agosto – Taormina – Teatro Antico di Taormina
9 agosto – Riola Sardo – Parco dei Suoni
11 agosto – Brescia – Festa di Radio Onda d’Urto

Suzanne Vega - Recensione Roma

Suzanne Vega – Il report del concerto di Roma per la rassegna “I concerti nel parco”

Il report del concerto della grande cantautrice Suzanne Vega, alla Casa del Jazz di Roma, in occasione della rassegna I concerti nel parco. Accompagnata dal chitarrista Gerry Leonard, l’artista ha proposto tutti i suoi maggiori successi

 

Uno spettacolo di musica e poesia, in equilibrio tra parole, folk e rock. È questa l’essenza della serata di martedì 19 luglio alla Casa del Jazz di Roma che ha avuto come protagonista Suzanne Vega. L’autrice di Luka, Tom’s Diner e di mille storie americane, in cui un’intera generazione si è identificata, è arrivata alla rassegna I concerti nel parco con un bellissimo show, che l’ha vista sul palco insieme al chitarrista Gerry Leonard.

Riservata, sobria, schiva, Suzanne Vega, antidiva per scelta, con le sue ballate intimiste ha aperto la strada a una nuova generazione di cantautrici. È diventata così una delle icone del folk contaminato di quegli anni rampanti con Tracy Chapman e Toni Childs.
Nata in California nel 1959, dopo un’adolescenza irrequieta nel quartiere portoricano di New York, viene convertita dalla danza classica al rock grazie a un concerto di Lou Reed, al quale assiste quasi per caso a 19 anni. Il suo primo album omonimo è del 1985: il successo è immediato e viene definita la capostipite di una nuova scuola folk femminile e raffinata. Il secondo album, Solitude Standing, trainato dal singolo Luka, ha scalato le classifiche di tutto il mondo. Nel corso degli anni l’artista ha proposto album molto raffinati. Questi album li ha poi portati in giro per il mondo in una versione intimista chitarra e voce, in uno spettacolo che punta alla poesia.
Nel corso della serata, aperta da Marlene On The Wall, l’artista ha proposto tutti i suoi maggiori successi: Small Blue Thing, Caramel, Gypsy, In Liverpool, Left Of Center e le immancabili Luka e Tom’s Diner. La forza delle canzoni di Suzanne Vega è l’ispirazione lirica dei testi, che hanno un forte legame con la letteratura. Nella scrittura di Suzanne Vega, non c’è un’impronta diaristica. Non c’è spazio per emozioni privatissime. Non c’è alcuna tentazione di intimismo deteriore. Ma c’è il canto di due tracciati esistenziali ineludibili, la solitudine e l’amicizia. Nei bis c’è stato spazio anche per un omaggio all’amico Lou Reed, di cui ha eseguito una bellissima versione di Walk On The Wild Side, oltre ai suoi brani Tombstone e Rosemary. Quella di Suzanne Vega è poesia rock, che si muta in ritmo accompagnata dalla musica e che trova un suo modo di arrivare e coinvolgere.

Jeff Beck e Johnny Depp

Jeff Beck e Johnny Depp, la strana coppia – La recensione del concerto al Vittoriale di Gardone Riviera

La grande coppia di “amici del rock” Jeff Beck e Johnny Depp ha regalato un concerto memorabile agli spettatori del Vittoriale degli Italiani a Gardone Riviera (BS).

Accompagnati dall’impeccabile sezione ritmica formata dalle giovani Rhonda Smith al basso e da Anika Nilles alla batteria, oltre che dal tastierista Adam Stevenson, Jeff Beck e Johnny Depp hanno fatto dono di tante emozioni uniche in una cornice mozzafiato.

Ma che cosa unisce questi due personaggi all’apparenza così distanti e in realtà così vicini? Jeff Beck e Johnny Depp sono uniti dall’amicizia, appunto, e dall’amore e dalla passione comune, non solo per le automobili, ma anche per la musica rock. Una passione sfrenata che hanno saputo riproporre sul palco del Vittoriale.

 

Uno show in due parti

 

La prima incentrata sui grandi classici della carriera di Jeff Beck da solista. Beck ha proposto infatti brani come Freeway Jam, Big Block, Two Rivers, nonché la toccante Cause We’ve Ended as Lovers, oltre a un’interpretazione davvero mirabile di A Day in The Life dei Beatles.
Terminata questa parte strumentale, dove Beck ha sfoggiato tutte le sue impareggiabili doti di guitar hero e di grandissimo innovatore creativo delle sei corde, è salito sul palco “il pirata” Johnny Depp. Quest’ultimo, nonostante qualche limite tecnico, ha saputo tenere il palco da vera superstar e frontman.

Lo spettacolo è così proseguito con due canzoni originali scritte dalla star di Pirati dei Caraibi, This Is A Song For Miss Hedy Lamarr e Sad Motherfuckin’ Parade, a cui si sono aggiunte le cover Isolation di John Lennon, una Venus in Furs da brividi dei Velvet Underground, e Little Wing di Jimi Hendrix, che solo uno come Jeff Beck può permettersi di riproporre dal vivo senza sfigurare…

 

Un grande show, insomma, che non ha deluso le aspettative, di due grandi “amici del rock”.

Robert Plant & Alison Krauss Lucca Summer Festival

Robert Plant & Alison Krauss al Lucca Summer Festival, il report (14.07.2022)

La recensione del concerto della “strana coppia” Robert Plant & Alison Krauss nell’ambito del Lucca Summer Festival. Un ritorno dopo 15 anni dalla pubblicazione del loro album di debutto.

La leggenda dei Led Zeppelin Robert Plant e la talentuosa cantante/violinista Alison Krauss tornano dopo 15 anni dalla pubblicazione di Raising Sand, l’acclamato album di debutto.

Pochi mesi fa, questo sodalizio artistico ha prodotto un nuovo lavoro discografico (Raise the Roof). Una fatica forse ancor più intrigante e fascinosa della precedente, prodotta da T Bone Burnett.

Di fronte a un pubblico appassionato e preparato, i due hanno deliziato anche i palati più esigenti grazie a un repertorio diversificato nelle fonti ma compatto nel suono. Vecchi traditional anglo americani si sono mescolati a brani degli anni ’50 (Gone Gone Gone omaggio agli Everly Brothers). In altri casi si sono mischiate a chicche seminascoste come Trouble with my Lover di Allen Toussaint o Go Your Way della folk singer inglese Anne Briggs. In più, un paio di grandi classici degli Zeppelin rivisti e arrangiati con grande raffinatezza acustica e abilità strumentali eccellenti.

Rich Woman, dal primo album, apre lo spettacolo: sound impeccabile, Plant a dominare la scena, Alison a contrappuntarlo in modo esemplare. Una stravagante ma efficacissima versione di Rock and Roll entusiasma i vecchi fan degli Zeppelin. Mentre chiunque altro rimane stregato dalla potenza evocativa di Please Read The Letter, brano cardine di Raising Sand. Anche se il culmine del concerto lo si tocca in una versione destrutturata, suggestiva, poetica di When The Levee Breaks. Il brano mostra anche la formidabile abilità di Stuart Duncan al violino che duetta sapientemente con l’altro fiddle di Alison creando atmosfere piene di fascino. Gone Gone Gone e Can’t Let Go (cover di Lucinda Williams) chiudono il tutto dopo solo poco più di un’ora. Quest’ultima è l’unica vera pecca di uno show magnifico che ha ampiamente rispettato le attese.

La Krauss, la cui eleganza estetica è pari al suo talento, ha sorpreso solo chi non la conosceva. Plant ha sbalordito anche i suoi ammiratori più accaniti. Questa sua terza vita artistica (che gli è valsa il plauso della critica, l’ammirazione dei colleghi e l’affetto del pubblico) ci fa capire meglio e ancor di più. Perché Plant abbia sempre detto di no a quello che sarebbe di certo il più grande business che il Classic Rock potrebbe oggi immaginare: la reunion dei Led Zeppelin.

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