Queen. Rock Montréal

“Queen. Rock Montréal” arriva al cinema come evento speciale

Lo storico show del 1981 dal 25 settembre al 1° ottobre solo al cinema, in 4K e Dolby Atmos

Dal 25 settembre al 1° ottobre sarà possibile vedere nei cinema italiani Queen. Rock Montréal, distribuito da Nexo Studios. L’elenco delle sale sarà disponibile prossimamente su nexostudios.it, mentre le prevendite apriranno il 29 agosto.

L’uscita coincide con il 50° anniversario dell’album Bohemian Rhapsody e rappresenta un’occasione per rivedere uno dei concerti più noti della band, registrato nel novembre 1981 al Forum di Montréal durante il The Game Tour. In quel periodo, i Queen erano reduci da tournée in Giappone e America Latina, mentre il singolo Under Pressure stava raggiungendo il primo posto nelle classifiche britanniche.

Il concerto, restaurato in 4K con audio Dolby Atmos, è l’unico della band ad essere stato interamente filmato su pellicola. Il film propone una selezione di brani storici, tra cui Bohemian Rhapsody, Somebody To Love, Another One Bites The Dust e la prima esecuzione dal vivo di Under Pressure.

L’evento offre al pubblico la possibilità di rivedere una performance significativa della band su grande schermo e con una qualità audiovisiva aggiornata.

Qui di seguito si può vedere il trailer:

Un invito a (ri)vedere un concerto che ha segnato un momento storico della carriera dei Queen.

the black keys

Black Keys all’Ippodromo Capannelle, Roma, il report (16.07.2025)

Il duo dell’Ohio Auerbach-Carney infiamma il popolo di Rock in Roma

Un’altra spunta verde per Rock in Roma 2025 che nell’ambito del suo – come sempre variegato – cartellone ha ospitato mercoledì sera i Black Keys e il loro rock blues che ha infiammato l’Ippodromo Capannelle. Diretti ed essenziali, Dan Auerbach e Patrick Carney vanno dritti al punto e si lanciano in un’ora e mezza di concerto senza fronzoli, senza troppe parole tra un brano e l’altro, solo pieno di musica che porta, ormai, l’inconfondibile firma di un progetto discografico perfettamente a suo agio tanto nei brani da classifica quanto nel groove e nelle atmosfere pure del blues delle radici.

Anticipato da Nic Cester e i suoi Jet in gran forma che danno il benvenuto al pubblico accaldato di Capannelle con un successo dietro l’altro del loro repertorio, il duo Auerbach-Carney apre il concerto con un medley che lascia già intuire il tiro dello spettacolo, Thickfreakness / The Breaks / I’ll Be Your Man per poi accogliere il resto della band di supporto e spaziare tra i loro album, e i loro pezzi, più amati. Il palco, semplice e spoglio, accoglie solo gli strumenti ed è abbellito da qualche scenografia video a dare un tocco di colore: in primo piano solo la musica, la performance pura. Canzoni come I Got Mine, Psychotic Girl e Howlin’ For You hanno letteralmente fatto saltare il pubblico appassionato, ma c’è stato spazio anche per la title track del nuovo disco, No Rain, No Flowers, in uscita il prossimo 8 agosto, una cover di On The Road Again dei Canned Heat e una chiusura infuocata con Lonely Boy. Tenete d’occhio le prossime date, se non li avete ancora visti dal vivo, i Black Keys sono un appuntamento assolutamente imperdibile.

Brandi Carlile

Brandi Carlile all’Anfiteatro del Vittoriale, il report (14.07.2025)

La cantautrice americana Brandi Carlile incanta l’Anfiteatro romano del Vittoriale, a Gardone Riviera, con un concerto coinvolgente ed elegante nell’ambito del Tener-a-mente Festival.

I cerchi che si chiudono rappresentano l’equilibrio perfetto. È stata una fine e un inizio lunedì sera per Brandi Carlile all’Anfiteatro del Vittoriale, che chiudeva il The Lost Time Tour e saliva contemporaneamente per la prima volta in assoluto su un palco italiano. Un lungo tour delle prime volte che l’ha vista arrivare in Europa e conquistare il palco dell’ambitissima Royal Albert Hall – dopo quello del Glastonbury – e accumulare un successo dietro l’altro, tappa dopo tappa.

Tener-a-mente Festival si conferma un appuntamento estivo raffinato e lungimirante, che spesso porta all’attenzione degli appassionati del nostro Paese artisti già affermati all’estero facendoli esibire in una cornice mozzafiato come quella dell’Anfiteatro del Vittoriale, sulle sponde del lago di Garda, a Gardone Riviera. Cornice che Carlile non ha dimenticato di esaltare ripetutamente durante il concerto.

L’apertura, davvero molto apprezzata dal pubblico, è stata affidata a Audrey McGrow, figlia d’arte delle stelle del country Faith Hill e Tim McGrow, tra l’altro presenti in prima fila in arena. Quando sei figlia di due super star la strada è sicuramente meno densa di ostacoli ma ha comunque dato prova di qualità, con questa voce profonda e viscerale. Ha seguito Carlile in tutto il tour europeo e ha anticipato il concerto con un breve set acustico di cui ha fatto parte una sua versione di I am I said di Neil Daimond, il suo primo singolo pubblicato che anticipa il suo primo disco la cui uscita è prevista entro l’anno.

Appaludita la giovane McGrow il palco è tutto per lei, Brandi Carlile. Unica data italiana del tour, il battesimo nel nostro Paese non poteva rivelarsi un successo più grande che ha confermato il sincero apprezzamento di chi conosceva già l’artista e visibilmente superato le aspettative di chi invece ha assistito a uno show inedito; un pubblico eterogeneo, tipico del Festival del Vittoriale, che accoglie tanti italiani ma anche moltissimi stranieri vacanzieri in modalità lacustre.

Brandi Carlile sul palco è magnetica, totalmente a suo agio mentre passa dalla chitarra al pianoforte, con la sua inconfondibile voce, morbida ma anche graffiante, che fa da collante nell’intera scaletta.

Una set list nella quale si alternano quelli che ormai possiamo considerare classici del suo repertorio, ballad folk acustiche che strizzano l’occhio al country puro a brani più movimentati, tutto perfettamente bilanciato, e lei è talmente contenta dell’atmosfera che si è creata che regala addirittura quello che definisce un fuori programma tutto da dedicare al pubblico appassionato, preparato e attento che ha riempito l’anfiteatro romano, un brano totalmente acustico, chitarre staccate dai cavi e voce lontana dal microfono, eseguito a bordo palco, in un silenzio così assordante da rendere quel momento davvero indimenticabile, insieme ai suoi compagni d’avventura, ormai da più di 20 anni, i gemelli Phil e Tim Hanseroth alla chitarra e al basso acustici e con i quali si crea per tutto il concerto un incastro di voci perfetto che non può non rimandare la testa alle atmosfere del Laurel Canyon e alle armonizzazioni vocali che hanno fatto scuola come quelle, su tutte, di Crosy Stills & Nash.

Sul palco con lei anche le mitiche SistaStrings, il duo composto dalle sorelle Ross, una al violino l’altra al violoncello che hanno davvero impreziosito, anche con le loro voci, tutta la scaletta verso la fine della quale Carlile ha lasciato loro il palco e si sono esibite in questo originale e interessante intreccio di un brano di musica colta, la Passacaglia di Handel con Feeling Good che tutti abbiamo nella testa nella versione di Nina Simone.

La scaletta ha visto molti brani dell’ultimo, bellissimo disco di Brandi Carlile del 2021, In This Silent Days, non è mancato il brano che da il titolo al disco realizzato insieme a Elton John, Who Believes in Angels e naturalmente nemmeno l’omaggio alla sua amata – e alla nostra amata – Joni Mitchell con A Case of You, che abbiamo ascoltato in diverse occasioni negli ultimi anni perché in qualche modo è proprio merito di Brandi Carlile il ritorno sulle scene della Signora Mitchell.

È un momento d’oro dunque per questa artista di Ravensdale, Washington, vincitrice di 3 Grammy, quest’anno nominata agli Oscar col brano Never Too Late scritto insieme a Elton John, personaggio socialmente attivo, è profondamente impegnata nelle battaglie civili per i diritti LGBTQ+, ormai temi che sono diventati tratti distintivi della sua carriera, insomma, un punto di riferimento artistico a livello internazionale.

Il primo concerto promosso a pieni voti, ci si aspetta che da questo momento in poi l’Italia diventi una tappa fissa dei prossimi tour di Brandi Carlile.

Perturbazione - Tre madri - Live - Jam TV

Perturbazione – Tre madri (Fabrizio De André Cover) (Live)

Una reinterpretazione acustica del brano tratto da La buona novella

Tre madri di Fabrizio De André, dall’album La buona novella (1970), è qui eseguita in versione acustica da Tommaso Cerasuolo (voce) e Cristiano Lo Mele (chitarra) dei Perturbazione (qui la nostra intervista al gruppo e qui Il sogno di Maria, l’altro brano eseguito live nei nostri studi da Tommaso e Cristiano tratto dallo stesso lavoro).

La registrazione è avvenuta dal vivo negli studi di Jam TV ed è parte del progetto La buona novella (dal vivo con Nada e Alessandro Raina), pubblicato nel 2024 da Iceberg/Warner Music Italia. Il disco propone una versione integrale e live dell’album originale, rimasta inedita fino ad oggi.

Il progetto è nato nel 2010, in occasione del quarantennale dell’uscita dell’album di De André ispirato ai Vangeli apocrifi, con una prima esecuzione dal vivo al Teatro Civico di Varallo Sesia (VC). All’epoca, la formazione dei Perturbazione era composta da da Tommaso Cerasuolo (voce), Cristiano Lo Mele (chitarre, synth, elettronica), Gigi Giancursi (chitarre, cori), Elena Diana (violoncello, cori), Alex Baracco (basso, cori) e Rossano Antonio Lo Mele (batteria).

Venerdì 18 luglio i Perturbazione saranno ospiti del Quadila Festival, ad Albugnano, nel Monferrato, provincia di Asti, con la loro interpretazione de La buona novella di Fabrizio De André.

Claudio Sanfilippo - Stile libero - Live - Jam TV

Claudio Sanfilippo – Stile libero (Live)

Claudio Sanfilippo ci legge una storia dal suo nuovo libro e ci fa ascoltare Stile libero, brano interpretato anche da Mina

Stile libero è il brano che Claudio Sanfilippo ci propone dal vivo negli studi di Jam TV. Il brano dà il titolo all’album che nel 1996 si è aggiudicato la Targa Tenco come Miglior opera prima e in precedenza è stato interpretato anche da Mina e fa parte del suo album del 1993 Loch Ness. Per introdurre il brano, il cantautore ha anche letto la storia che racconta la nascita di Stile libero dal suo nuovo libro Un armadio di canzoni. Un viaggio di parole e musica (Interlinea, 2025).

«Claudio Sanfilippo scrive canzoni da quaranta, forse addirittura da cinquant’anni. È un armadio di canzoni. Un armadio di quelli con due belle ante grandi a battente e dentro lo spazio comodo dove appendere le musiche buone e calde per l’inverno, tra i loden e i paletot; ci sono anche un bel po’ di ripiani per impilare maglie e maglioni, versi e strofe» scrive Gino Cervi nell’introdurre questo libro di ricordi e itinerario del cuore di un musicista che ha vinto la Targa Tenco e che è stato autore di canzoni per grandi interpreti come Mina, Eugenio Finardi e Pierangelo Bertoli. Per l’autore è «una geografia sentimentale che si trasforma in testo, melodia, armonia, canto, un po’ come fanno i bambini quando giocano…»

Claudio Sanfilippo, cantautore milanese classe 1960, è una delle penne più raffinate del panorama musicale italiano. Ha scritto brani per artisti del calibro di Mina, Eugenio Finardi, Cristiano De André, Pierangelo Bertoli, Carlo Marrale, Donati e per i tenori Salvatore Licitra e Marcelo Álvarez. Il suo repertorio spazia dalle canzoni in italiano a quelle in dialetto milanese, dai brani per l’infanzia agli adattamenti in altre lingue, fino a colonne sonore e jingle pubblicitari.

Nel corso della sua carriera ha pubblicato una decina di album. Con Stile libero, nel 1996, ha conquistato la prestigiosa Targa Tenco. Suo è anche il brano La palla è rotonda, interpretato da Mina e scelto come sigla ufficiale Rai per i Mondiali di calcio del 2014 in Brasile.

Dal 2013 al 2015 è stato tra i protagonisti del progetto Scuola Milanese, insieme a Carlo Fava e Folco Orselli: un viaggio tra musica e narrativa sul palco della Salumeria della Musica, tra storie e canzoni avvolte nella nebbia meneghina.

Sanfilippo è anche autore di narrativa e poesia, con pubblicazioni per Mondadori, Rizzoli, Hoepli, Solferino, Le Edizioni del Foglio Clandestino, Bolis e About Cities. Attualmente insegna drammaturgia musicale alla Civica Scuola di Musica Claudio Abbado di Milano.

Maggiori informazioni sul suo sito ufficiale: www.claudiosanfilippo.it

Ben Harper & The Innocent Criminals al Comfort Festival, il report (05.07.2025)

Ben Harper & The Innocent Criminals al Comfort Festival, il report (05.07.2025)

Un grande live (come di consueto) per Ben Harper come quello di qualche sera fa a Villa Casati Stampa nell’ambito del Comfort Festival

Pochi giorni fa Ben Harper è stato protagonista di una delle serate più attese della quarta edizione del Comfort Festival, andata in scena a Villa Casati Stampa, a Cinisello Balsamo, alle porte di Milano.

Ad accompagnarlo sul palco, come da tradizione, la sua band storica, The Innocent Criminals, con cui ha condiviso gran parte della sua carriera, ormai ultratrentennale.

La cornice era perfetta: una bella serata estiva, temperatura ideale, niente zanzare. Alle 21:15 in punto, Ben Harper ha dato inizio a un concerto solido ed emozionante. La band ha seguito ogni sfumatura con grande sensibilità. Anche se della formazione originale restano in pochi – i più longevi sono il percussionista Leon Mobley e il batterista Oliver Charles – lo spirito degli Innocent Criminals è rimasto intatto. L’assenza più sentita è quella del bassista Juan Nelson, scomparso nel 2021, figura iconica e compagno di viaggio fondamentale per Harper, con cui ha condiviso quasi trent’anni di musica.

Il live ha alternato, come spesso accade nei suoi concerti, momenti di grande energia a passaggi più intimi e riflessivi, con alcuni brani eseguiti in solo con la chitarra slide elettrica, in forma puramente strumentale.

La scaletta – della durata di poco più di un’ora e mezza – ha incluso classici come Say You Will, Diamonds On The Inside, Power of the Gospel e Better Way, accolta con entusiasmo dal pubblico. Nel finale, dopo un emozionante interludio vocale con Below Sea Level, eseguita a cappella da tutta la band, Harper ha chiuso il concerto con uno dei suoi brani più iconici: With My Own Two Hands, in medley con Your House.

L’Italia rimane per Ben Harper un luogo speciale, un vero e proprio “posto del cuore”. Non a caso ha voluto dedicare alcune canzoni al nostro Paese, confermando ancora una volta quanto i suoi concerti siano esperienze che valgono sempre la pena di essere vissute.

matteo mancuso - tour nord america

Matteo Mancuso conquista il Nord America

Trentuno date per il suo primo tour oltreoceano

Dopo aver incantato l’Europa, il chitarrista italiano Matteo Mancuso conquista anche il pubblico di Stati Uniti e Canada con il suo primo tour nordamericano e l’album d’esordio The Journey che ha presentato anche nei nostri studi.

Il 2025 si conferma un anno memorabile per Matteo Mancuso, uno dei chitarristi più brillanti e originali della scena musicale internazionale.
Reduce da una prima parte di tour europeo che lo ha visto esibirsi in alcune delle principali capitali culturali del continente — tra cui Londra, Parigi, Utrecht, Brno e Freiburg — l’artista palermitano ha debuttato ufficialmente oltreoceano con una tournée di ben trentuno concerti tra Stati Uniti e Canada.

Il tour ha preso il via il 20 maggio da Boston, registrando il tutto esaurito, e ha attraversato città simbolo della musica come New York, Philadelphia, Washington D.C., Chicago, Denver, Los Angeles, Seattle, Vancouver e molte altre. Gran finale il 30 giugno con un’ultima, attesissima esibizione al Montreal International Jazz Festival, uno degli appuntamenti più prestigiosi del panorama jazz mondiale.

Sul palco, Mancuso è affiancato dal bassista Riccardo Oliva e dal batterista Gianluca Pellerito. Il trio ha proposto dal vivo i brani di The Journey (2023), un album che racconta il percorso musicale dell’artista attraverso una ricca contaminazione di rock, jazz, fusion e musica classica.

La risposta del pubblico è stata entusiasta: numerosi sold out e standing ovation in ogni tappa hanno sancito il successo di questa nuova avventura internazionale per il chitarrista classe 1996.
Il tour nordamericano rappresenta solo una tappa di un 2025 particolarmente intenso: nei mesi estivi, il trio sarà protagonista anche di una fitta serie di concerti nei principali festival e palchi europei.

live aid 1985 - wembley

Live Aid – Tutto l’evento su YouTube

Oggi, 13 luglio, dalle 13:00 ora italiana, cioè da quando iniziò quarant’anni fa, il Canale YouTube del Live Aid rimanderà in onda tutto l’evento

 

Era il 13 luglio 1985 quando allo Stadio di Wembley di Londra e allo Stadio John F. Kennedy di Filadelfia in contemporanea si svolse il Live AidQuasi due miliardi di telespettatori nei 150 paesi collegati per la diretta televisiva di un evento epocale, organizzato da Bob Geldof dei Boomtown Rats e Midge Ure degli Ultravox per ricavare fondi in favore dell’Etiopia affetta dalla carestia.

 

Noi abbiamo ricordato il Live Aid 40 anni dopo in una delle nostre Music Room, condotta come di consueto da EZIO GUAITAMACCHI, con RONNIE JONES, chiamato a fare la cronaca live e la traduzione del lungo evento su Rai Stereo Uno, con ALDO PEDRON, giornalista musicale che ha scritto un libro sull’evento insieme ad Angelo De Negri, Live Aid. Il juke-box globale compie 40 anni (Arcana), e con STEFANO SENARDI, discografico che organizzò vent’anni dopo il live in Italia al Circo Massimo di Roma del Live 8, una serie di undici concerti gratuiti svoltisi il 2 luglio 2005 nelle nazioni appartenenti al G8.

 

Tutte le esibizioni del Live Aid:

 

Londra, Wembley Stadium

12:00 – Coldstream Guards – “Royal Salute”, “God Save the Queen” (first six bars only)
12:01 – Status Quo – “Rockin’ All Over the World”, “Caroline”, “Don’t Waste My Time”
12:19 – The Style Council – “You’re the Best Thing”, “Big Boss Groove”, “Internationalists”, “Walls Come Tumbling Down!”
12:44 – The Boomtown Rats – “I Don’t Like Mondays”, “Drag Me Down”, “Rat Trap”
13:01 – Adam Ant – “Vive Le Rock”
13:17 – Ultravox – “Reap the Wild Wind”, “Dancing with Tears in My Eyes”, “One Small Day”, “Vienna”
13:46 – Spandau Ballet – “Only When You Leave”, “Virgin”, “True”
14:07 – Elvis Costello – “All You Need Is Love”
14:22 – Nik Kershaw – “Wide Boy”, “Don Quixote”, “The Riddle”, “Wouldn’t It Be Good”
14:53 – Sade – “Why Can’t We Live Together”, “Your Love Is King”, “Is It a Crime?”
15:18 – Sting, Phil Collins, Branford Marsalis – “Roxanne” (Sting), “Driven to Tears” (Sting), “Against All Odds (Take a Look at Me Now)” (Phil Collins), “Message in a Bottle” (Sting), “In the Air Tonight” (Phil Collins), “Long Long Way to Go” (both), “Every Breath You Take” (both)
15:49 – Howard Jones – “Hide and Seek”
16:08 – Bryan Ferry (with David Gilmour) – “Sensation”, “Boys and Girls”, “Slave to Love”, “Jealous Guy”
16:40 – Paul Young – “Do They Know It’s Christmas?” (intro), “Come Back and Stay”, “That’s the Way Love Is” (with Alison Moyet), “Everytime You Go Away”
17:19 – U2 – “Sunday Bloody Sunday”, “Bad” (with snippets of “Satellite of Love”, “Ruby Tuesday”, “Sympathy for the Devil” and “Walk on the Wild Side”)
18:00 – Dire Straits (with Sting) – “Money for Nothing”, “Sultans of Swing”
18:41 – Queen – “Bohemian Rhapsody” (ballad segment), “Radio Ga Ga”, “Ay-Oh”, “Hammer to Fall”, “Crazy Little Thing Called Love”, “We Will Rock You”, “We Are the Champions”
19:23 – David Bowie – “TVC 15”, “Rebel Rebel”, “Modern Love”, “Heroes”
19:59 – The Who – “My Generation”, “Pinball Wizard”, “Love, Reign o’er Me”, “Won’t Get Fooled Again”
20:50 – Elton John – “I’m Still Standing”, “Bennie and the Jets”, “Rocket Man”, “Don’t Go Breaking My Heart” (with Kiki Dee), “Don’t Let the Sun Go Down on Me” (with Wham!), “Can I Get a Witness”
21:48 – Freddie Mercury, Brian May – “Is This the World We Created…?”
21:51 – Paul McCartney (with David Bowie, Bob Geldof, Alison Moyet and Pete Townshend) – “Let It Be”
21:57 – Band Aid – “Do They Know It’s Christmas?”

 

Philadelphia, John F. Kennedy Stadium

08:51 – Bernard Watson – “All I Really Want to Do”, “Interview”
09:01 – Joan Baez – “Amazing Grace”, “We Are the World”
09:10 – The Hooters – “And We Danced”, “All You Zombies”
09:32 – Four Tops – “Shake Me, Wake Me (When It’s Over)”, “Bernadette”, “It’s the Same Old Song”, “Reach Out I’ll Be There”, “I Can’t Help Myself (Sugar Pie, Honey Bunch)”
09:45 – Billy Ocean – “Caribbean Queen”, “Loverboy”
09:55 – Black Sabbath – “Children of the Grave”, “Iron Man”, “Paranoid”
10:12 – Run–D.M.C. – “Jam Master Jay”, “King of Rock”
10:27 – Rick Springfield – “Love Somebody”, “State of the Heart”, “Human Touch”
10:47 – REO Speedwagon – “Can’t Fight This Feeling”, “Roll with the Changes”
11:12 – Crosby, Stills and Nash – “Southern Cross”, “Teach Your Children”, “Suite: Judy Blue Eyes”
11:29 – Judas Priest – “Living After Midnight”, “The Green Manalishi (With the Two-Pronged Crown)”, “You’ve Got Another Thing Comin'”
12:01 – Bryan Adams – “Kids Wanna Rock”, “Summer of ’69”, “Tears Are Not Enough”, “Cuts Like a Knife”
12:39 – The Beach Boys – “California Girls”, “Help Me, Rhonda”, “Wouldn’t It Be Nice”, “Good Vibrations”, “Surfin’ U.S.A.”
13:26 – George Thorogood and the Destroyers (with Bo Diddley and Albert Collins) – “Who Do You Love?” (with Bo Diddley), “The Sky Is Crying”, “Madison Blues” (with Albert Collins)
14:05 – Simple Minds – “Ghost Dancing”, “Don’t You (Forget About Me)”, “Promised You a Miracle”
14:41 – Pretenders – “Time the Avenger”, “Message of Love”, “Stop Your Sobbing”, “Back on the Chain Gang”, “Middle of the Road”
15:21 – Santana (with Pat Metheny) – “Brotherhood”, “Primera Invasion”, “Open Invitation”, “By the Pool”, “Right Now”
15:57 – Ashford & Simpson (with Teddy Pendergrass) – “Solid”, “Reach Out and Touch (Somebody’s Hand)” (with Teddy Pendergrass)
16:27 – Madonna (with Thompson Twins and Nile Rodgers) – “Holiday”, “Into the Groove”, “Love Makes the World Go Round” (with Thompson Twins and Nile Rodgers)
17:02 – Tom Petty and the Heartbreakers – “American Girl”, “The Waiting”, “Rebels”, “Refugee”
17:30 – Kenny Loggins – “Footloose”
17:39 – The Cars – “You Might Think”, “Drive”, “Just What I Needed”, “Heartbeat City”
18:06 – Neil Young – “Sugar Mountain”, “The Needle and the Damage Done”, “Helpless”, “Nothing Is Perfect (In God’s Perfect Plan)”, “Powderfinger”
18:42 – The Power Station – “Murderess”, “Get It On”
19:21 – Thompson Twins (with Madonna, Steve Stevens and Nile Rodgers) – “Hold Me Now”, “Revolution” (with Madonna, Steve Stevens and Nile Rodgers)
19:38 – Eric Clapton (with Phil Collins) – “White Room”, “She’s Waiting”, “Layla”
20:00 – Phil Collins – “Against All Odds (Take a Look at Me Now)”, “In the Air Tonight”
20:10 – Led Zeppelin (with Phil Collins) – “Rock and Roll”, “Whole Lotta Love”, “Stairway to Heaven”
20:39 – Crosby, Stills, Nash & Young – “Only Love Can Break Your Heart”, “Daylight Again/Find the Cost of Freedom”
20:46 – Duran Duran – “A View to a Kill”, “Union of the Snake”, “Save a Prayer”, “The Reflex”
21:20 – Patti LaBelle – “New Attitude”, “Imagine”, “Forever Young”, “Stir It Up”, “Over the Rainbow”, “Why Can’t I Get It Over”
21:50 – Hall & Oates (with Eddie Kendricks and David Ruffin) – “Out of Touch”, “Maneater”, “Get Ready” (with Eddie Kendricks), “Ain’t Too Proud to Beg” (with David Ruffin), “The Way You Do the Things You Do”, “My Girl” (with Eddie Kendricks and David Ruffin)
22:15 – Mick Jagger (with Tina Turner) – “Lonely at the Top”, “Just Another Night”, “Miss You”, “State of Shock” (with Tina Turner), “It’s Only Rock ‘n Roll (But I Like It) (Reprise)” (with Tina Turner)
22:39 – Bob Dylan, Keith Richards, Ronnie Wood – “Ballad of Hollis Brown”, “When the Ship Comes In”, “Blowin’ in the Wind”
22:55 – USA for Africa – “We Are the World”

Ozzy Osbourne - ultimo concerto - live 2025

Black Sabbath e Ozzy Osbourne, l’ultimo concerto

Ozzy Osbourne sul palco per l’ultimo concerto, affiancato dalla formazione originale dei Black Sabbath e da una parata di leggende

Ieri, 5 luglio, si è svolto al Villa Park di Birmingham il concerto di addio alla musica dal vivo di Ozzy Osbourne e dei Black Sabbath. All’evento, della durata di oltre dieci ore, hanno assistito più di 40mila persone.

Oltre ai Black Sabbath – in formazione storica con Ozzy Osbourne alla voce, Tony Iommi alla chitarra, Geezer Butler al basso e Bill Ward alla batteria – hanno partecipato al concerto denominato Back to the Beginning numerosi artisti e gruppi della scena metal e hard rock, tra cui Metallica, Slayer, alcuni membri dei Guns N’ Roses (incluso il cantante Axl Rose) e dei Rage Against the Machine e Steven Tyler degli Aerosmith. L’attore Jason Momoa ha presentato la serata.

Osbourne ha compiuto 76 anni lo scorso 3 dicembre e nel 2020 ha annunciato di avere il morbo di Parkinson. Nel 2017 aveva tenuto quello che era stato presentato come il concerto finale con i Black Sabbath, ma aveva proseguito la sua attività da solista per alcuni anni.

Durante la parte finale dell’evento, Osbourne è tornato sul palco per esibirsi e ha cantato restando seduto su un trono nero con decorazioni in stile gotico. In alcuni momenti ha mostrato difficoltà vocali, ma il pubblico lo ha sostenuto cantando con lui.

La scaletta dell’evento:

Mastodon
1. Black Tongue
2. Blood and Thunder
3. Supernaut (with Mario Duplantier, Danny Carey and Eloy Casagrande)

Rival Sons
4. Do Your Worst
5. Electric Funeral
6. Secret

Anthrax
7. Indians
8. Into the Void

Halestorm
9. Love Bites (So Do I)
10. Rain Your Blood on Me
11. Perry Mason

Lamb of God
12. Laid to Rest
13. Redneck
14. Children of the Grave

Supergroup A
15. The Ultimate Sin (with Lzzy Hale, Nuno Bettencourt, Jake E Lee, David Ellefson, Mike Bordin and Adam Wakeman)
16. Shot in the Dark (with David Draiman, Jake E Lee, David Ellefson, Mike Bordin and Adam Wakeman)
17. Sweet Leaf (with David Draiman, Nuno Bettencourt, Scott Ian, David Ellefson, Mike Bordin and Adam Wakeman)
18. Believer (with Whitfield Crane, Nuno Bettencourt, Scott Ian, Frank Bello, II [Sleep Token] and Adam Wakeman)
19. Changes (with Yungblud, Nuno Bettencourt, Frank Bello, II and Adam Wakeman)
20. Mr. Crowley (with Jack Black, plus Revel Ian, Roman Morello and other young musicians on screen)

Alice In Chains
21. Man in the Box
22. Would?
23. Fairies Wear Boots

Gojira
24. Stranded
25. Silvera
26. Mea culpa (Ah! Ça ira!) (with Marina Viotti)
27. Under the Sun

Drum Off
28. Symptom Of The Universe (with Chad Smith, Travis Barker and Danny Carey, plus Tom Morello, Nuno Bettencourt and Rudy Sarzo)

Supergroup B
29. Breaking the Law (with Billy Corgan, Tom Morello, K.K. Downing, Adam Jones, Rudy Sarzo and Danny Carey)
30. Snowblind (with Billy Corgan, Tom Morello, K.K. Downing, Adam Jones, Rudy Sarzo and Danny Carey)
31. Flying High Again (with Sammy Hagar, Nuno Bettencourt, Adam Wakeman, Rudy Sarzo, Chad Smith and Vernon Reid)
32. Rock Candy (with Sammy Hagar, Nuno Bettencourt, Adam Wakeman, Rudy Sarzo, Chad Smith and Tom Morello)
33. Bark at the Moon (with Papa V Perpetua, Vernon Reid, Nuno Bettencourt, Adam Wakeman, Rudy Sarzo and Travis Barker)
34. The Train Kept A-Rollin’ (with Steven Tyler, Ron Wood, Nuno Bettencourt, Tom Morello, Andrew Watt, Rudy Sarzo and Travis Barker)
35. Walk This Way / Whole Lotta Love (with Steven Tyler, Nuno Bettencourt, Tom Morello, Andrew Watt, Rudy Sarzo and Chad Smith)

Pantera
36. Cowboys From Hell
37. Walk
38. Planet Caravan
39. Electric Funeral

Tool
40. Forty Six & 2
41. Hand of Doom
42. Ænema

Slayer
43. Disciple
44. War Ensemble
45. Wicked World
46. South of Heaven
47. Raining Blood
48. Angel of Death

Guns N’ Roses
49. Never Say Die
50. Junior’s Eyes
51. Sabbath Bloody Sabbath
52. Welcome to the Jungle
53. Paradise City

Metallica
54. Hole in the Sky
55. Creeping Death
56. For Whom the Bell Tolls
57. Johnny Blade
58. Battery
59. Master of Puppets

Ozzy Osbourne
60. I Don’t Know
61. Mr. Crowley
62. Suicide Solution
63. Mama, I’m Coming Home
64. Crazy Train

Black Sabbath
65. War Pigs
66. N.I.B.
67. Iron Man
68. Paranoid

 

oasis - reunion - cardiff - 2025

Oasis, la reunion è realtà: primo show a Cardiff

Liam e Noel Gallagher di nuovo sul palco dopo 16 anni. Pubblico in delirio, omaggi, b-side e classici intramontabili

“Hello. It’s good to be back”. Con queste parole, gli Oasis sono tornati ufficialmente insieme sul palco dopo 16 anni per il primo concerto della reunion. Liam e Noel Gallagher sono saliti di nuovo fianco a fianco su un palco ieri, venerdì 4 luglio, al Principality Stadium di Cardiff, per uno show sold-out.

 

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La band è entrata in scena sulle note di Fuckin’ in the Bushes e ha poi eseguito Hello, brano d’apertura emblematico che ha dato il via a un concerto denso di successi e b-side amate dai fan. Un videowall ha annunciato l’inizio con la scritta: “This is not a drill. It’s happening”. Sul palco, anche un cartonato di Pep Guardiola, allenatore del Manchester City e simbolo della squadra del cuore dei Gallagher, affiancato dalla bandiera del club.

 

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Tra i brani in scaletta, Acquiesce, Morning Glory, Some Might Say e una versione di Live Forever dedicata a Diogo Jota, calciatore del Liverpool morto il 3 luglio in un incidente stradale insieme al fratello André Silva.

 

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In tutto, sono stati eseguiti 23 brani, con gran finale affidato a Don’t Look Back in Anger, Wonderwall e Champagne Supernova.

Il secondo concerto è previsto stasera, 5 luglio, sempre a Cardiff. Il tour proseguirà l’11, il 12, il 19 e il 20 luglio a Manchester (Heaton Park), il 25 e il 26 luglio e il 2 e il 3 agosto a Londra (Wembley Stadium), l’8 e il 9 agosto a Edimburgo (Murrayfield Stadium) e si concluderà il 16 e il 17 agosto a Dublino (Croke Park).

Scaletta:

Hello
Acquiesce
Morning Glory
Some Might Say
Bring It On Down
Cigarettes & Alcohol
Fade Away
Supersonic
Roll With It
Talk Tonight
Half the World Away
Little by Little
D’You Know What I Mean?
Stand by Me
Cast No Shadow
Slide Away
Whatever
Live Forever
Rock ‘n’ Roll Star

The Masterplan
Don’t Look Back in Anger
Wonderwall
Champagne Supernova

Patrizia Cirulli - Nelle paludi di Venezia Francesco si fermò a pregare e tutto tacque (Live) - Jam TV

Patrizia Cirulli – Nelle paludi di Venezia Francesco si fermò a pregare e tutto tacque (Live)

Una nuova interpretazione acustica da Il Visionario (Francesco d’Assisi)

 

Patrizia Cirulli torna negli studi di Jam TV per presentare dal vivo Nelle paludi di Venezia Francesco si fermò a pregare e tutto tacque, brano tratto dal suo nuovo lavoro discografico Il Visionario (Francesco d’Assisi). Il progetto nasce come un omaggio a L’infinitamente piccolo, l’album in cui Angelo Branduardi ha messo in musica le Fonti Francescane.

Il Visionario si propone come una rilettura acustica di quell’opera, in cui Patrizia Cirulli restituisce i brani con una sensibilità personale, restando però fedele allo spirito originale. “Apprezzando molto sia la figura di San Francesco, sia quella di Angelo Branduardi – racconta la cantautrice – ho deciso di reinterpretare l’intero lavoro filtrando i brani attraverso il mio personale sentire ma sempre con grande rispetto verso le composizioni originali”. La scelta di un suono minimale – chitarre, violino/viola e percussioni – riflette una volontà precisa: rendere omaggio al messaggio francescano attraverso una sorta di “povertà” strumentale che esalti l’essenza delle composizioni. Al centro di questo lavoro c’è l’idea di un ritorno all’essenziale, all’interiorità, a quella comunione con il creato che Francesco ha saputo tradurre in poesia e vita. Figura ribelle e visionaria, Francesco ha lasciato un’eredità spirituale e culturale di straordinaria attualità. Non a caso è considerato il primo poeta della letteratura italiana, autore del celebre Cantico delle Creature. Nello stesso anno, il 1225, scrisse anche Audite poverelle, un testo toccante dedicato a Chiara e alle sorelle del Monastero di San Damiano. “Mi ha molto emozionato interpretare questo brano – spiega Patrizia Cirulli, – mi sono sentita coinvolta in questo messaggio spirituale di Francesco, questa sua vicinanza al femminile che diventa poi canto universale”.

Con Il Visionario (Francesco d’Assisi), Patrizia Cirulli prosegue il suo percorso artistico dedicato all’incontro tra musica e poesia, coniugando il rispetto per la parola scritta con una ricerca musicale che ne amplifica il significato.

Dallo stesso album Patrizia Cirulli ci aveva fatto ascoltare anche Il Sultano Di Babilonia E La Prostituta.

Lombroso - Credi di conoscermi (Live) - Jam TV

Lombroso – Credi di conoscermi (Live)

Il duo in una versione acustica del brano che dava il titolo al loro secondo album del 2007

I Lombroso ci fanno ascoltare Credi di conoscermi live in versione acustica negli studi di Jam TV. Il brano dava il titolo al loro secondo album pubblicato nel 2007 per l’etichetta V2/Mescal.

Il duo è tornato l’anno scorso a quattordici anni dal loro precedente album con Bellafine (Dischi Soviet Studio/ AudioGlobe The Orchard), brano che hanno suonato anche da noi.

I Lombroso nascono in un pomeriggio del 2003 quando Dario Ciffo (voce e chitarra) propone all’amico Agostino Nascimbeni, talentuoso batterista, di esibirsi con lui in un concerto, scoprendo un’energia e complicità unica. In quella prima occasione live improvvisano Insieme a te sto bene di Mogol/Battisti, che diventerà anche il singolo di un loro successivo album. È Morgan che suggerisce il nome Lombroso ispirandosi alla via della sala prove dove il duo si trovava. Dalla loro empatia e complicità nascono quattro album: Lombroso (2004 per Mescal), Credi di conoscermi (2007 per V2), Una vita non mi basta (2010 per Niegazowana), fino a Bellafine dell’anno scorso che vede anche una collaborazione con Mogol nel singolo Sentimento Rock scritto da Mogol e musicato da Morgan e i Lombroso.

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