29/10/2026

David Bowie, il film concerto perduto “Stage” al cinema nel 2027

David Bowie - Stage

Il concerto girato da David Hemmings a Earls Court nel 1978, rimasto inedito per quasi mezzo secolo, sarà presentato a Berlino il 14 febbraio 2027. Il progetto di Brett Morgen trasformerà il film d’archivio in un’esperienza immersiva pensata per le arene

Il leggendario archivio di David Bowie si prepara a restituire uno dei suoi tesori più attesi. Stage, il film che documenta i concerti londinesi del 30 giugno e del 1° luglio 1978 a Earls Court, arriverà finalmente al pubblico dopo 48 anni di attesa. A riportare alla luce le riprese originali è Brett Morgen, il regista del documentario sullo stesso Bowie, Moonage Daydream, che ha lavorato al restauro e al rimontaggio del materiale per trasformarlo in un’esperienza audiovisiva concepita per le grandi arene.

La prima mondiale è fissata per domenica 14 febbraio 2027, alle ore 20:00, alla Uber Arena di Berlino, in collaborazione con la 77ª edizione della Berlinale. L’annuncio segna un passaggio importante per la storia discografica e visiva di David Bowie: finora, infatti, del film di David Hemmings erano circolati soltanto brevi estratti, mentre il pubblico potrà presto vedere l’opera completa.

Il progetto non si limiterà a una normale proiezione cinematografica. Stage è stato concepito per ricreare l’impatto di un concerto, con grandi schermi, pannelli LED trasparenti, illuminazione scenica e un sistema audio surround distribuito in tutta la sala. L’obiettivo è riportare Bowie e la sua band sul palco, utilizzando le immagini autentiche girate durante l’Isolar II, tour del 1978.

La produzione coinvolge Wonderworld, PRK DreamHaus, il David Bowie Estate e lo stesso Morgen. Il materiale proviene dalle riprese originali in pellicola 35 mm, conservate per decenni negli archivi dell’artista. Il progetto, sviluppato nel corso di diversi anni, punta a restituire non soltanto la musica, ma anche la dimensione visiva e scenica di una delle tournée più significative della carriera di Bowie.

Dopo il debutto tedesco, lo spettacolo dovrebbe raggiungere altre città europee a partire da maggio 2027, con appuntamenti previsti in Germania, Austria, Francia e altri Paesi ancora da annunciare. A giugno e luglio sarà la volta del Regno Unito, dove è prevista anche una data legata a Earls Court, il luogo in cui vennero realizzate le riprese, ma non è ancora chiaro come avverrà il tutto: la struttura che aveva ospitato lo show, infatti, ha chiuso nel 2014 ed è stata successivamente demolita. Il calendario dovrebbe poi estendersi ad altre aree del mondo, tra cui Nord America, Asia, Medio Oriente, Africa, America Latina, Giappone e Australia.

Per la prima di Berlino, i biglietti sono stati messi in vendita il 28 ottobre sulla piattaforma Eventim. I posti sono tutti numerati, comprese le aree della platea, con prezzi compresi tra 76 e 97,50 euro, commissioni aggiuntive escluse. La capienza prevista è quella di una grande arena al coperto, con circa 17.000 spettatori.

La particolarità di Stage sta proprio nella formula scelta per presentare il film. Non sono previsti musicisti che eseguano dal vivo le canzoni e non si tratta neppure di una ricostruzione digitale del cantante. Bowie sarà presente attraverso le immagini originali del 1978, restaurate e integrate in un allestimento progettato per rendere la visione collettiva il più possibile simile all’esperienza di un concerto.

L’installazione prevede tre grandi superfici video, con un pannello centrale e due sezioni laterali inclinate. I LED trasparenti dovrebbero contribuire a ridurre la percezione degli schermi, creando l’illusione che gli artisti siano fisicamente presenti sul palco. L’impianto sonoro, affidato a Clair Global, porterà l’audio surround 7.1 in ogni settore dell’arena, mentre le luci saranno curate da Patrick Woodroffe, professionista che ha lavorato con artisti come Rolling Stones e Michael Jackson e alle cerimonie delle Olimpiadi di Londra del 2012.

Anche il lavoro sul suono avrà un ruolo centrale: il missaggio è stato affidato a Paul Massey, premio Oscar per Bohemian Rhapsody, già coinvolto in Moonage Daydream. Morgen ha dedicato quasi dieci anni al recupero del film, intervenendo sul montaggio, sulla resa cromatica e sull’illuminazione delle immagini, con alcuni ritocchi realizzati manualmente. La scelta di privilegiare inquadrature più lunghe dovrebbe favorire la continuità dello spettacolo, evitando che il montaggio frammentato interrompa la sensazione di assistere a un concerto.

La formazione dell’Isolar II era composta da: Carlos Alomar alla chitarra ritmica e alla direzione musicale, Adrian Belew alla chitarra solista, George Murray al basso, Dennis Davis alla batteria, Roger Powell ai sintetizzatori, Sean Mayes al pianoforte e Simon House al violino elettrico. Una band particolarmente apprezzata dagli osservatori dell’epoca, capace di sostenere tanto le atmosfere sperimentali dei dischi berlinesi quanto il repertorio più classico di Bowie.

L’Isolar II era partito da San Diego il 29 marzo e si era concluso a Tokyo il 12 dicembre, dopo 78 concerti. Lo spettacolo alternava una prima parte concentrata soprattutto sui brani di Low e “Heroes” a una seconda sezione dedicata alle canzoni che avevano costruito la fama internazionale di Bowie, includendo anche una parte del repertorio di Ziggy Stardust.

La tappa londinese si concluse con tre concerti a Earls Court, il 29 e 30 giugno e il 1° luglio. L’arena aveva già ospitato nel 1973 uno degli appuntamenti più controversi dell’era Ziggy Stardust, segnato da problemi acustici che provocarono quasi una rissa da parte del pubblico. Cinque anni dopo l’accoglienza fu decisamente diversa. Le recensioni sottolinearono la sicurezza scenica del cantante, la qualità della sua voce e il rapporto più caloroso instaurato con il pubblico.

Le ultime due serate furono filmate da David Hemmings, attore noto per Blow-Up e regista di Gigolo, pellicola nella quale Bowie aveva recitato proprio nel 1978. La produzione impiegò numerose cineprese e anche attrezzature montate su una gru per riprendere il palco e la platea da diverse angolazioni. Il pomeriggio del 30 giugno venne inoltre organizzata una prova per definire le riprese e i livelli tecnici, mentre Tony Visconti si occupò della registrazione audio.

Secondo le testimonianze raccolte dal Guardian, Bowie avrebbe immaginato fin dall’inizio una distribuzione del film anche nelle arene, come alternativa a una tournée tradizionale. Un’idea che trova oggi una nuova realizzazione, quasi mezzo secolo dopo le riprese originali.

Il progetto, tuttavia, non arrivò mai alla pubblicazione. Dopo la lavorazione del film, Bowie non fu soddisfatto del risultato della regia e decise di bloccarne l’uscita. A pesare potrebbero essere stati anche i rapporti complicati con la RCA, la casa discografica dell’epoca, e le preoccupazioni legate alla gestione degli eventuali ricavi. Nel frattempo, nel settembre 1978 era già stato pubblicato Stage, il doppio album dal vivo che documentava altre tappe del tour, registrate negli Stati Uniti tra aprile e maggio.

Nel 2000, Bowie tornò sull’argomento con una dichiarazione che lasciava aperta la possibilità di una futura pubblicazione: «Semplicemente non mi piaceva come era stato girato. Adesso, certo, ha un bell’aspetto, e immagino che prima o poi uscirà». Hemmings, scomparso nel dicembre 2003, non ha potuto assistere alla riscoperta del proprio lavoro.

Il recupero ha preso slancio soprattutto negli ultimi anni. Nel 2018 è stato pubblicato Welcome to the Blackout (Live London ’78), con le registrazioni audio delle due serate filmate. Nel 2022 Morgen ha utilizzato parte del materiale di Hemmings per Moonage Daydream, documentario dedicato a Bowie che ha contribuito a riportare l’attenzione sull’esistenza del film completo. Nel 2026, inoltre, una versione più estesa di “Heroes”, arricchita da nuove inquadrature d’archivio, è stata presentata nell’ambito dello spettacolo You’re Not Alone al Lightroom di Londra.

Anche se quel tour non fece tappa in Italia, si attende di capire se anche dalle nostre parti possa arrivare questo prezioso documento prima della distribuzione successiva a quella in programma nelle sale.

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