03/07/2015

David Bowie e la fine di Ziggy Stardust

3 luglio 1973. All’Hammersmith Odeon di Londra David Bowie “decide di uccidere” il suo alter ego, Ziggy Stardust
Ultimo concerto del tour. Anzi no. Della carriera. Sembra infatti sia proprio così stasera, 3 luglio 1973, all’Hammersmith Odeon di Londra. In mezzo al pubblico sono presenti tra gli altri Mick Jagger, Lou Reed e Ringo Starr e per l’occasione è stato chiamato anche D. A. Pennebaker per filmare l’evento. Il regista americano è noto per il documentario su Bob Dylan, Dont Look Back, e per aver ripreso il Monterey Pop Festival del 1967. Sul palco sta per salire lui, David Bowie, insieme al suo gruppo, gli Spiders From Mars. Un concerto importante, una scaletta di tutto rispetto e addirittura un ospite come Jeff Beck va ad impreziosire il live con la sua chitarra in The Jean Genie e Round And Round.
 
Adesso però è arrivato il momento di dire basta ed è così che David Bowie, nei panni dell’alieno androgino Ziggy Stardust, pronuncia queste parole: “Tra tutti i concerti del tour, questo, questo in particolare ce lo ricorderemo per sempre, perché non soltanto è l’ultimo della tournée, ma è anche l’ultimo nostro concerto in assoluto. Grazie”. A questo punto parte l’ultimo pezzo, Rock’n’Roll Suicide, e a fine live il pubblico è ancora incredulo, così come lo è la stampa.
 
Sul quotidiano inglese Evening Standard si leggerà “Lacrime al commiato di Bowie”, mentre l’NME del 7 luglio titolerà “Bowie se ne va”. La MainMan, agenzia del manager Tony Defries che seguiva Ziggy Stardust per il suo tour, confermerà quanto dichiarato dall’artista, sostenendo che Bowie “lascia per sempre il palcoscenico… Gli enormi stadi di ottanta città canadesi e americane non potranno mai più ospitare tra le loro mura la magica essenza di un Aladdin Sane dal vivo”. Tour canadese annullato dunque (trentotto date già previste), ma di fatto sarà annullato tutto. Altrimenti non si tratterebbe di un ritiro.
E se ne parlerà anche in Italia, perché in mezzo al pubblico dell’Hammersmith Odeon, per l’ultima data di Ziggy Stardust, c’è anche il celebre Michael Pergolani (L’Altra Domenica, Demo) che su Ciao 2001 del 29 luglio 1973 scriverà: “Come una stella cometa in cielo, David Bowie è apparso per poi sparire negli spazi siderali. Ziggy Stardust ha abbandonato la scena luminosa del pop. Si occuperà d’altro, forse di cinema, forse scriverà… e la gente, appena appresa la notizia, piangeva sere fa. All’Odeon di Londra, piangeva, mentre la scia tracciata da ‘Starman’ splendeva lassù tra le stelle, ben visibile a tutti gli uomini: addio, David Bowie!”.
 
I costi elevati dello spettacolo, i ritmi frenetici, lo stress… sono tante le motivazioni che hanno portato l’artista a chiudere non la sua carriera ma soltanto, si scoprirà più tardi, quel capitolo della sua vita. Sicuramente, però, il modo in cui ha deciso di “uccidere il suo alter ego” è stato un autentico colpo di teatro che ha disorientato tutti e ha alimentato allo stesso tempo il mito di Ziggy Stardust, del quale si parla ancora adesso a più di 40 anni dalla sua “morte”.
 

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