Black Keys - Noel Gallagher

Black Keys, la performance con Noel Gallagher a “Later… with Jools Holland”

Un brano live per i Black Keys insieme all’ex Oasis, tra quelli che hanno scritto insieme per il nuovo album Ohio Players, all’interno del celebre programma televisivo britannico. Intanto sono state annullate a sorpresa le date del tour nordamericano del duo

 

I Black Keys sono stati ospiti insieme a Noel Gallagher di Later… with Jools Holland, celebre programma televisivo britannico in onda su BBC Two. Sabato 1° giugno è andata in onda la performance in cui l’ex Oasis si è unito al duo di Akron, Ohio, composto da Dan Auerbach e Patrick Carney per il brano che i tre hanno scritto insieme a Leon Michels, On The Game, contenuto nel nuovo album dei Black Keys, Ohio Players. Qui di seguito il video dell’esibizione:

 

 

Noel Gallagher si era unito al duo già lo scorso 7 maggio durante i bis della prima delle tre date in programma alla O2 Academy di Brixton, Londra; nell’occasione ha suonato anche Only Love Matters, un altro dei tre brani del nuovo album targato Black Keys di cui è coautore (l’altro è You’ll Pay).

 

Tornando alla performance di sabato scorso all’interno di Later… with Jools Holland i Black Keys hanno eseguito anche Beautiful People (Stay High), brano realizzato con Beck e Dan The Automator, che aveva anticipato il nuovo lavoro discografico uscito a inizio aprile:

 

 

La settimana scorsa si è parlato molto dei Black Keys anche per l’improvvisa cancellazione di 30 delle 31 date del tour in Nord America dell’International Players Tour dopo i live in Europa. Nell’occasione avrebbero dovuto presentare Ohio Players, ma al momento l’unico concerto confermato sul sito ufficiale del duo è quello del prossimo 6 luglio a Chicago, mentre sono stati annullati i live originariamente in programma tra settembre e novembre, per essere riprogrammati presto in spazi più piccoli.

Per spiegare quanto accaduto, è stato pubblicato un post sulle pagine social dei Black Keys in cui si legge: “La band vuole rassicurare tutti che Dan e Patrick stanno bene”. Queste le altre dichiarazioni scritte: “Dopo la recente serie di concerti nel Regno Unito e in Europa, che hanno incluso tappe in luoghi iconici come la Brixton Academy e lo Zenith di Parigi, abbiamo deciso di apportare alcune modifiche alla parte nordamericana dell’International Players Tour. Ci permetteranno di offrire un’esperienza altrettanto emozionante e intima sia per i fan che per la band. Annunceremo a breve una nuova serie di date”.

 

 

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I biglietti ovviamente saranno rimborsati attraverso le solite procedure, ma, dopo questo annullamento a sorpresa, sono state avanzate diverse supposizioni sulle reali possibilità che avessero i Black Keys di riempire location prestigiose con capienza di pubblico elevata, considerando anche i prezzi alti di un posto, tra i 100 e i 300 dollari cadauno, per assistere ai suddetti live nelle arene o nei palazzetti.

Le nuove date del duo saranno annunciate a breve.

Black Crowes - Steven Tyler - Jimmy Page

Steven Tyler è tornato a cantare in pubblico in un live dei Black Crowes

Deve ancora riprendersi del tutto dai problemi di salute che lo hanno tenuto lontano dal palco, ma qualche sera fa Steven Tyler ha raggiunto sul palco i Black Crowes per intonare un grande classico dei suoi Aerosmith

 

Dopo che gli Aerosmith sono stati costretti a rinviare il tour d’addio per i danni alle corde vocali e la lesione alla laringe di Steven Tyler, il frontman del gruppo è tornato ad esibirsi dal vivo con i Black Crowes lo scorso 15 maggio all’Eventim Apollo di Londra. Durante una data della band dei fratelli Robinson, infatti, Tyler è salito sul palco per intonare Mama Kin, grande classico degli Aerosmith contenuto nel loro primo album uscito nel 1973.

 

Qui di seguito il video della performance in cui a sorpresa Steven Tyler raggiunge i Black Crowes sul palco:

 

Nella foto apparsa sui profili social dei Black Crowes si vedono i fratelli Robinson in compagnia dello stesso Tyler e Jimmy Page, quest’ultimo soltanto presente tra il pubblico perché nell’occasione non è salito sul palco per esibirsi, a differenza del frontman degli Aerosmith.

 

 

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I Black Crowes saranno presto di scena in Italia il prossimo 27 maggio al Teatro degli Arcimboldi di Milano per presentare il loro nuovo album Happiness Bastards, mentre gli Aerosmith sono attesi da settembre 2024 fino a febbraio dell’anno prossimo per il loro Peace Out Tour che prevede date (per ora) solo in Nord America; ospite d’eccezione, in apertura di questa serie di concerti, sarà proprio il gruppo dei fratelli Robinson.

 

 

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John Lennon - Mind Games

John Lennon, “Mind Games” – Ultimate Collection

Il quarto album solista di John Lennon, Mind Games, viene celebrato con una serie di pubblicazioni curate da Yoko Ono Lennon, Sean Ono Lennon e UMR in uscita il 12 luglio.

Il cofanetto deluxe da otto dischi include nuovissimi mix stereo rimasterizzati, out-take, elements and elements mixes, raw studio mix e documentari audio che esplorano l’evoluzione di ogni canzone, oltre a mix surround su Blu-Ray HD per un ascolto immersivo.

La Super Deluxe Box in edizione limitata presenta una riproduzione dell’opera Danger Box 1966 di Yoko Ono, con all’interno nove scatole e offre un’esperienza unica ai fan, inclusa l’edizione limitata dell’opera di John Lennon You Are Here, 1968.

 

Ancorato al vivace inno di pace e amore, Mind Games, il quarto album di John Lennon, è stato scritto e registrato durante un periodo incredibilmente tumultuoso nella vita della leggenda del rock. Nel 1973, all’età di 33 anni, John si trovò in uno sconvolgimento personale e politico. Una battaglia durata anni con l’immigrazione statunitense continuò a infuriare durante la sua campagna anti-Nixon, l’attivismo contro la guerra del Vietnam, così come i messaggi apertamente politici del suo album del 1972, Sometime in New York City, lo resero un bersaglio del neoeletto Richard Nixon, portandolo ad essere sorvegliato dall’FBI.

Questo era il contesto drammatico quando John entrò al Record Plant di New York nell’agosto del ’73 con una band di grandi musicisti (scherzosamente chiamata The Plastic U.F.Ono Band), incluso l’amico batterista Jim Keltner, il chitarrista David Spinozza, il pianista Ken Ascher, il bassista Gordon Edwards, il chitarrista (pedal-steel) “Sneaky” Pete Kleinow, il sassofonista Michael Brecker, il batterista Rick Marotta, i coristi Jocelyn BrownChristine WiltshireAngel Coakely e Kathy Mull, per realizzare Mind Games, il suo quarto album solista post-Beatles in appena tre anni. John riuscì a incanalare questo periodo di straordinaria attività realizzando un album di auto-riflessione profondamente personale e avvincente che esplorasse temi di amore, pace, spiritualità e ingiustizia sociale, mostrando ancora un’altra prospettiva della sua anima e regalando alcune delle sue le migliori canzoni soliste.

Il 12 luglio Yoko Ono LennonSean Ono Lennon e UMR celebreranno l’album fondamentale e più intensamente personale di John Lennon del 1973, Mind Games, con una serie di pubblicazioni completamente rinnovate e ampliate, offrendo un’esperienza di ascolto coinvolgente e profonda di questo disco classico, a volte sottovalutato.

Completamente autorizzata da Yoko Ono Lennon e prodotta da Sean Ono Lennon, che ha supervisionato la produzione e la direzione creativa, la Ultimate Collection proviene dallo stesso team audio che ha lavorato alle acclamate collezioni Imagine e John Lennon/Plastic Ono Band Ultimate, tra cui Paul HicksSam Gannon e Rob Stevens. La Ultimate Collection definitiva mette gli ascoltatori al centro dello studio ed esplora le sessioni di registrazione dell’album del 1973 presso il Record Plant di New York City, dall’inizio al master finale, attraverso decine di outtakes inediti, versioni strumentali, mix essenziali, chiacchiere in studio e altro ancora, rivelando come queste canzoni si siano evolute e abbiano preso vita.

Yoko Ono Lennon dice: “John stava cercando di trasmettere il messaggio che tutti giochiamo con la mente. Ma se possiamo creare giochi mentali, perché non crearne uno per un futuro positivo. “Mind Games” è una canzone incredibilmente forte. A quel tempo la gente non capì bene il messaggio perché era prematuro parlarne. Adesso la gente lo capirebbe.”

Mind Games – The Ultimate Collection offre sei diverse esperienze di ascolto uniche che sono allo stesso tempo coinvolgenti e intime, che vanno dai nuovissimi Ultimate Mixes dell’album mettendo la voce di John in primo piano e migliorando il suono, agli Elements Mixes, che isolano e fanno emergere alcuni strumenti dalle registrazioni multitraccia per evidenziare l’esecuzione precedentemente nascosta nel mix originale, e i Raw Studio Mixes, che consentono di ascoltare la registrazione che John e The Plastic U.F.Ono Band hanno registrato su nastro, mixata in maniera naturale e dal vivo senza effetti vocali, delays o riverberi.

Evolutionary Documentary è un montaggio audio track-by-track che descrive in dettaglio l’evoluzione di ogni canzone dalla demo alla registrazione master attraverso prove, outtakes, multitrack exploration e conversazioni in studio. Gli Out-Takes consentono di ascoltare diversi take di ogni canzone mentre gli Elemental Mixes, pubblicati appositamente per Mind Games – Ultimate Collection, si collocano tra il minimalismo degli Elements Mixes e degli Ultimate Mixes, svelando le canzoni con arrangiamenti più semplici, con la voce di John in primo piano e senza batteria. Su Blu-ray sono disponibili una serie di opzioni di ascolto, tra cui High-Definition, audio stereo a 192kHz/24bit e gli avvolgenti mix 5.1 Surround e Dolby Atmos.

Tutte le tracce sono state completamente remixate dai 15 nastri originali della sessione multitraccia utilizzando i nuovissimi digital transfer 192-24. La Ultimate Collection include outtakes e stem inediti, oltre a tracce audio mai ascoltate prima ottenute da bobine d’archivio, cassette e videocassette.

Le versioni di Mind Games – The Ultimate Collection saranno disponibili in diversi formati, che vanno dalle versioni digitali e 2CD e 2LP a un box Deluxe contenente 6CD e 2 dischi Blu-ray. Il pezzo forte è una Super Deluxe Edition, un’edizione limitata di sole 1100 copie in tutto il mondo.

Il mese scorso, un EP in vinile Mind Games di quattro tracce in edizione limitata è stato pubblicato esclusivamente per il Record Store Day come teaser della Ultimate Collection. Offerto in due varianti di colore: un vinile luminous glow-in-the-dark da 140g che si illumina al buio e una versione per audiofili in vinile nero da 180 g, l’EP include tre brani, insieme a I’m The Greatest (Ultimate Mix), una canzone scritta da John per Ringo Starr, apparsa nel suo album del 1973, Ringo. Questa versione inedita presenta John alla voce, George Harrison alla chitarra e Ringo alla batteria.

 

Francesco Cavestri - Intervista - Jam TV

Francesco Cavestri, “IKI – Bellezza Ispiratrice” – Intervista

Intervista a Francesco Cavestri, pianista jazz classe 2003, realizzata al Blue Note di Milano: IKI – Bellezza Ispiratrice

 

Lo scorso 14 aprile Francesco Cavestri ha iniziato il suo nuovo tour nel migliore dei modi a Milano, in un Blue Note sold out, nel quale ha presentato Early 17, album del 2022, e il nuovo lavoro, IKI – Bellezza Ispiratrice, uscito quest’anno, passando per la più recente pubblicazione della colonna sonora del podcast Rai Una morte da mediano, di cui il pianista è autore. Poco prima di salire sul palco del prestigioso locale milanese, Cavestri, premiato come il più giovane tra i migliori Nuovi Talenti 2023 dalla Rivista Musica Jazz, ci ha parlato del suo nuovo album, a partire dal Giappone e in particolare dall’IKI, parola contenuta nel titolo del lavoro e filosofia che racchiude l’essenza del pensiero giapponese.

 

Classe 2003, Francesco Cavestri si è diplomato con il massimo dei voti in pianoforte jazz presso il Conservatorio della sua città, Bologna, e ha poi studiato negli Stati Uniti al Berklee College of Music di Boston. Oltre alle grandi esperienze nella scena musicale newyorkese, si è esibito su prestigiosi palchi anche in Italia e in studio ha potuto contare sul prezioso apporto di due grandi nomi dell’attuale panorama jazz italiano come quelli di Fabrizio Bosso nell’album precedente e di Paolo Fresu nel nuovo IKI – Bellezza Ispiratrice.

 

Con Riccardo Oliva al basso e Gianluca Pellerito alla batteria, il pianista ha iniziato il suo tour proponendo la sua musica, senza tralasciare alcune importanti influenze. Per questo motivo si è soffermato nuovamente sul Giappone e in particolare sul compianto Ryūichi Sakamoto.

 

Le tante idee di cui parla Francesco Cavestri, insomma, sono state infine racchiuse in IKI – Bellezza Ispiratrice, un lavoro che, come ci racconta lui stesso, è stato definito “immersivo e senza tempi morti”.

Steve Albini

Addio a Steve Albini, il produttore di “In Utero” dei Nirvana

Punto di riferimento del noise, dell’underground e del rock alternativo, ci ha lasciato Steve Albini. Aveva 61 anni

 

È venuto a mancare Steve Albini. Il chitarrista e cantante degli Shellac, nonché produttore di importanti lavori, tra cui In Utero dei Nirvana, aveva 61 anni.

 

Albini è morto per un infarto mentre era al lavoro agli Electrical Audio, i suoi studi di Chicago.

 

La notizia arriva a pochi giorni dal ritorno degli Shellac con un album di inediti, a distanza di dieci anni dal precedente. Il lavoro si intitolerà To All Trains e l’uscita era stata annunciata per il prossimo 17 maggio.

 

Steve Albini è nato il 22 luglio 1962 a Pasadena, California ed è cresciuto nel Montana. A 18 anni si trasferisce poi a Chicago dove consegue la laurea in giornalismo presso la Northwestern University. Inizia poi a scrivere per alcune fanzine locali e negli anni ’80 fonda Big Black, Rapeman e Shellac, gruppi di cui è stato il frontman con chitarra e voce. Il nome di Steve Albini è legato indiscutibilmente all’underground e al rock alternativo anche come produttore: in quest’ultima veste si ricorda infatti il suo lavoro per album come Surfer Rosa dei Pixies, Rid Of Me di PJ Harvey e In Utero dei Nirvana.

 

 

So long, Steve…

Bruce Sudano - Talkin' Ugly Truth, Tellin' Pretty Lies

Bruce Sudano, “Talkin’ Ugly Truth, Tellin’ Pretty Lies”

Nuovo album per Bruce Sudano: Talkin’ Ugly Truth, Tellin’ Pretty Lies. Intervista al singer-songwriter realizzata lo scorso 28 marzo a Milano, prima di salire sul palco di Germi

 

Talkin’ Ugly Truth, Tellin’ Pretty Lies è il nuovo album di Bruce Sudano e comincia proprio dalla canzone che dà il titolo a questo suo nuovo lavoro la nostra intervista al singer-songwriter americano, realizzata lo scorso 28 marzo a Milano, prima di salire sul palco di Germi, con la band composta da Alberto Orlando al basso, Luca Canali alle percussioni e Francesco Saverio Gliozzi al violoncello.

 

Bruce Sudano ha scritto la maggior parte dei suoi brani più recenti in Italia, a Milano, una sua seconda casa da qualche anno, e, come ci ha spiegato lui stesso, un posto più tranquillo e in cui ha più tempo per comporre nuova musica, proprio come avvenuto con quella del suo nuovo album.

 

Per la copertina di Talkin’ Ugly Truth, Tellin’ Pretty Lies il singer-songwriter ha voluto utilizzare un dettaglio di un dipinto di Donna Summer, la famosa regina della disco music che si dilettava anche come pittrice, e che è stata moglie di Bruce Sudano dal 1980 fino al 2012, anno della sua scomparsa.

 

A differenza di quanto fatto in passato con Dolly Parton, Michael Jackson e non solo, Bruce Sudano continua a scrivere tanto per sé più che per gli altri e non è certo intenzionato a fermarsi.

 

Carlo Massarini – Mister Fantasy, Finardi, Ezio Bosso, Jackson Browne e… - Jam TV

Carlo Massarini – Mister Fantasy, Finardi, Ezio Bosso, Jackson Browne e…

Carlo Massarini si racconta: dalle prime foto ai concerti alle ultime del libro Vivo Dal Vivo 2010-2023, dalla radio alla tv con Mister Fantasy, fino alle sue amicizie con Finardi, Ezio Bosso, Jackson Browne…

 

Carlo Massarini si racconta: le foto, il libro Vivo Dal Vivo 2010-2023, la radio, Mister Fantasy, Finardi, Ezio Bosso, Jackson Browne

 

Si comincia con il suo nuovo libro Vivo Dal Vivo 2010-2023 per parlare dei suoi esordi da fotografo di grandi concerti live e di com’è cambiato anche questo mestiere. Carlo Massarini si racconta A cuore aperto e lo fa ripercorrendo la sua carriera, dai primi tempi in radio fino alla tv, a partire dai primi anni ’80 in cui ha condotto su Rai1 Mister Fantasy – Musica da vedere, programma sui video musicali. Massarini ricorda anche l’ideatore della trasmissione, – il giornalista, autore, produttore televisivo, nonché suo mentore, – Paolo Giaccio.

Tra le grandi amicizie del conduttore non si può non considerare quella con Eugenio Finardi, che, come noto, scrisse Extraterrestre dedicandola proprio a Carlo Massarini, o quella con Ezio Bosso, conosciuto qualche mese prima che fosse ospite al Festival di Sanremo 2016. Tra le star internazionali si è creato invece un legame importante con il grande Jackson Browne.

Massarini si racconta insomma in un lungo viaggio, “iniziato” guardando Gianni Morandi in tv nel ’63 e arrivato sino ad oggi, sempre con una grande passione per la musica, non disdegnando però anche “altro”, come avvenne ad esempio negli anni ’90 alla conduzione di MediaMente, programma dedicato al mondo di Internet e delle nuove tecnologie della comunicazione.

Gaber - Premio Il Luogo Del Pensiero - Scrittura Per Teatro-Canzone

Giorgio Gaber, nasce il premio “Il Luogo Del Pensiero”

Nasce il premio Il Luogo Del Pensiero dedicato alla Scrittura per Teatro-Canzone promosso dalla Fondazione Giorgio Gaber in occasione del premio Viareggio – Rèpaci

 

La Fondazione Giorgio Gaber, in occasione del Premio Viareggio – Rèpaci, annuncia la nascita del premio Il Luogo Del Pensiero – Scrittura Per Teatro-Canzone, un’importante iniziativa rivolta a nuovi autori di questa particolare forma espressiva.
Il “Teatro-Canzone” è una scrittura teatrale sviluppata da Giorgio Gaber e Sandro Luporini dal 1970 al 2000 che si caratterizzava attraverso l’utilizzo alternato della parte cantata (canzone) e della parte in prosa (monologo) nello sviluppo di riflessioni e racconti attinenti al presente storico e rappresentati nei loro spettacoli teatrali definiti, appunto, di “Teatro-Canzone”.
Per la prima volta in assoluto la Fondazione Gaber ha deciso di istituire un premio dedicato ai talenti che vorranno confrontarsi con un tema, una riflessione o un racconto sviluppato attraverso una canzone e un monologo (o viceversa) tra loro attinenti e in grado di costituire una forma espressiva e letteraria compiuta.

Il regolamento completo e maggiori informazioni sono disponibili sul sito https://www.giorgiogaber.it/ e sulle pagine Social della Fondazione Gaber.

L’iniziativa ha svolgimento complessivamente dal 29 aprile 2024 al 26 luglio 2024 e nello specifico:
– Dal 29 aprile 2024 al 21 giugno 2024 sarà possibile presentare i contributi come dettagliato nel regolamento.
– Entro il 10 luglio 2024 si riunirà il comitato organizzatore al fine di selezionare il contributo che sarà insignito del Premio.
– Il giorno 26 luglio 2024 è prevista la proclamazione del vincitore, in occasione dello svolgimento del Premio Viareggio Rèpaci.

L’iniziativa si inserisce all’interno del Premio Viareggio Rèpaci, un prestigioso premio letterario fondato nel 1929 da Leonida Rèpaci, tra i più antichi e prestigiosi d’Italia, vinto tra gli altri da Umberto Saba, Elsa Morante, Carlo Emilio Gadda, Sibilla Aleramo, Italo Calvino, Natalia Ginzburg, Pier Paolo Pasolini, Salvatore Quasimodo, Alberto Moravia, Goffredo Parise, Giorgio Manganelli, Serena Vitale, Sandro Veronesi e Alda Merini.

Paolo Dal Bon, Presidente della Fondazione Gaber: ‘Questo premio nato di comune accordo con l’Amministrazione di Viareggio e con il Premio Viareggio-Rèpaci, segna la continuità di una collaborazione culturale e artistica che dalla scomparsa di Gaber ha promosso iniziative importanti per la cultura del nostro Paese. L’apertura alla collaborazione con la nostra Fondazione da parte del Premio Viareggio-Rèpaci ha dato vita ad un progetto culturale di grande rilevanza e che ancora mancava. Un’opportunità offerta agli autori che intendono confrontarsi con la particolarissima forma di scrittura del Teatro-Canzone’

Dalia Gaberscik, Vicepresidente Direttrice Artistica della Fondazione Gaber: ‘Grande riconoscenza da parte mia verso l’Amministrazione Comunale nelle persone del Sindaco Giorgio Del Ghingaro e dell’Assessore alla Cultura Sandra Mei per aver promosso l’incontro tra la nostra Fondazione e il Premio Viareggio-Rèpaci. L’istituzione del Premio ‘Il luogo del pensiero’ rilancia l’interessamento verso una forma espressiva assolutamente unica e originale. Un linguaggio particolare e originalissimo attraverso il quale Gaber e Luporini hanno dato vita a spettacoli che a pieno titolo fanno parte della cultura del nostro Paese.’

 

Eric Clapton - To Save A Child

Eric Clapton, “To Save A Child”

Uscirà il prossimo 12 luglio in vari formati fisici, ma è già disponibile in digitale, l’album live To Save A Child di Eric Clapton

 

L’intimo concerto di Eric Clapton To Save A Child, tenutosi a Londra davanti a un piccolo pubblico l’8 dicembre 2023, è ora disponibile in digitale. Sarà disponibile dal 12 luglio su vinile, CD e Blu-Ray.

 

 

Il set di Eric di questo live includeva Tears In Heaven, Layla, River Of Tears, Got To Get Better In A Little While e una versione molto speciale di Give Me Love (Give Me Peace On Earth) di George Harrison con l’apparizione come ospite del figlio dell’ex componente dei Beatles Dhani Harrison. La pubblicazione include anche una nuovissima traccia in studio e un video intitolato Prayer of a Child:

 

 

Filmato e registrato presso gli RD Studios di Park Royal, Londra, la band di Eric era composta per l’occasione da Doyle Bramhall II, Nathan East, Sonny Emory, Tim Carmon, Sharon White e Katie Kissoon.

Il ricavato sarà devoluto in favore dei bambini di Gaza.

 

To Save A Child Tracklist:

1. Voice of a Child – Live
2. Tears In Heaven – Live
3. Layla – Live
4. Nobody Knows You When You’re Down and Out – Live
5. Key To The Highway – Live
6. Hoochie Coochie Man – Live
7. River Of Tears – Live
8. Got To Get Better In A Little While – Live
9. The Sky Is Crying – Live
10. Crossroads – Live
11. Give Me Love (Give Me Peace on Earth) (With Dhani Harrison) – Live
12. Prayer of a Child – Studio Recording

 

 

 

 

Eric Clapton, infine, sarà protagonista in Italia il prossimo 2 giugno al Lucca Summer Festival (qui tutte le info).

David Gilmour - London 2024 - 01 - Copyright Anton Corbijn

David Gilmour, il nuovo album sarà “Luck and Strange”. Già disponibile il primo singolo

Sarà pubblicato il prossimo 6 settembre Luck and Strange, il nuovo album di David Gilmour. Intanto è già disponibile il primo brano estratto dal lavoro, The Piper’s Call

 

Già mesi prima che si muovesse qualcosa sui social, era chiaro che David Gilmour fosse in procinto di pubblicare un nuovo album. Gli indizi nelle interviste sparse, gli accenni al nuovo materiale, poi le foto in studio che confermavano le supposizioni. Ma del disco e della data di uscita, non si sapeva nulla. Si pensava ci sarebbe voluto ancora del tempo prima di poter ascoltare qualcosa di nuovo, prima di poter finalmente svelare l’album e la sua tracklist. Ma Gilmour ha sorpreso tutti, utilizzando foto del periodo di registrazione del disco per confondere i fan, per poi annunciare improvvisamente l’uscita del disco con tutte le informazioni del caso.

Il nuovo lavoro in studio di David Gilmour si intitolerà Luck and Strange e sarà disponibile in versione fisica e digitale a partire dal 6 settembre. Una data non come le altre per i fan dei Pink Floyd, essendo il compleanno di Roger Waters (infatti in rete si stanno già tessendo le più fantasiose congetture su presunte frecciate all’ex leader della band, visti i rapporti notoriamente “non idilliaci” tra i due)…

Tornando al disco, Luck and Strange è stato registrato tra Brighton e Londra nell’arco di cinque mesi, è stato prodotto da David insieme a Charlie Andrew, rinomato produttore britannico noto per le sue collaborazioni con artisti del calibro di Marika Hackman e degli ALT-J.

A raccontare come sia nata la collaborazione è lo stesso Gilmour: “Abbiamo invitato Charlie Andrew a casa per ascoltare alcuni demo e fin da subito si è posto in maniera diretta con frasi come: ‘perché ci deve essere un assolo di chitarra?’ O ‘i brani devono tutti sfumare? Non possono semplicemente finire?’. Ha una meravigliosa mancanza di conoscenza e rispetto per il mio passato musicale. È molto diretto e non si lascia intimidire in alcun modo, e questo mi piace molto. È ottimo per me, perché l’ultima cosa che voglio è che le persone con cui lavoro si rimettano a me”.

La maggior parte dei testi, seguendo una tradizione trentennale dai tempi dei Pink Floyd di The Division Bell fino agli album solisti, sono stati curati da Polly Samson, moglie e co-autrice di Gilmour: “Luck and Strange affronta la vita focalizzandosi sull’invecchiamento – ha raccontato Polly – il tema della mortalità è una costante. Lavorare con Charlie Andrew è stato liberatorio, vuole sapere di cosa parlano le canzoni e vuole che tutti quelli che le suonano abbiano le idee chiare sui testi e che da essi dipenda il loro modo di suonare. L’ho amato particolarmente per questo motivo”.

L’album include otto brani inediti e una rivisitazione di Between Two Points dei Montgolfier Brothers. La grafica e le foto sono curate da Anton Corbijn, copertina compresa, che prende ispirazione da un testo scritto da Charlie Gilmour, figlio di David, per la canzone finale dell’album, Scattered.

Luck and Strange vanta la collaborazione di David Gilmour con Guy Pratt e Tom Herbert al basso, Adam Betts, Steve Gadd e Steve DiStanislao alla batteria, Rob Gentry e Roger Eno alle tastiere, e Will Gardner per i cori e gli arrangiamenti degli archi. Ad impreziosire la tracklist ci sarà infine anche una sorpresa: nella title track del disco suona anche il compianto Richard Wright, direttamente da una jam nel fienile di casa Gilmour del 2007.

È inoltre disponibile da ieri in digitale e da oggi con il videoclip ufficiale The Piper’s Call, singolo di lancio del disco. Un brano malinconico che si schiude con un’atmosfera eterea, scandita dagli arpeggi di chitarra, fino all’entrata della calda voce di Gilmour. Un guardarsi indietro, tirare le somme su quanto vissuto e su quanto appreso, che racchiude differenti universi sonori della produzione solista di Gilmour e che non scende a compromessi né nella struttura né nella scrittura, ma spicca per sincerità. Immancabile il solo finale, indiscusso marchio di fabbrica: David Gilmour è davvero tornato.

 

 

Questa è la tracklist di Luck and Strange:

1. Black Cat

2. Luck and Strange

3. The Piper’s Call

4. A Single Spark

5. Vita Brevis

6. Between Two Points – with Romany Gilmour

7. Dark and Velvet Nights

8. Sings

9. Scattered

Bonus Tracks

Yes, I Have Ghosts

Luck and Strange (Original Barn Jam)

 

Per quanto riguarda il tour non c’è ancora nulla di ufficiale circa il suo inizio, ma lo stesso Gilmour ha confermato in un’intervista ad Uncut di essere al lavoro anche sul fronte live e di sentirsi riluttante a fare brani del periodo d’oro dei Pink Floyd – gli anni ’70 – ma che vorrebbe fossero rappresentati un po’ di più gli altri decenni di storia della band: “Ci sarà almeno un pezzo dagli anni ’60. In passato abbiamo fatto Astronomy Domine. È divertente e mette la gente dell’umore giusto. E poi ci sono le canzoni da A Momentary Lapse of Reason e The Division Bell. Voglio dire, per me High Hopes vale quanto qualunque cosa abbiamo fatto prima”

(in foto Paul McCartney; autore: Jimmy Baikovicius, copyright: @ jikatu)

Paul McCartney, “Let It Be” live insieme agli Eagles

Durante la serata per ricordare il compianto Jimmy Buffett, Paul McCartney ha suonato Let It Be insieme agli Eagles

 

Lo scorso 11 aprile all’Hollywood Bowl di Los Angeles si è tenuto lo show tributo a Jimmy Buffett e nell’occasione Paul McCartney, ha eseguito Let It Be dei suoi Beatles, accompagnato dagli Eagles, dopo una breve introduzione del frontman dei Foo Fighters Dave Grohl, non prima di aver ricordato quanto il singer-songwriter americano, scomparso a settembre 2023, sia stato di ispirazione per tanti:

Questa esibizione è arrivata circa una settimana prima dell’annuncio della proiezione su Disney+ dal prossimo 8 maggio di Let It Be del 1970, film diretto dal regista Michael Lindsay-Hogg, restaurato dal team di Peter Jackson, quest’ultimo già regista a sua volta della miniserie uscita nel 2021 The Beatles: Get Back.

 

Tornando alla serata dal titolo Keep the party going: a tribute to Jimmy Buffett tanti, oltre a quelli già citati, sono stati gli artisti che si sono avvicendati sul palco, tra cui Brandi Carlile, Kenny Chesney, Jon Bon Jovi, Zac Brown e Snoop Dogg. E per il gran finale del live tutti hanno voluto intonare Margaritaville, per ricordare una volta di più Buffett col suo brano di maggior successo:

 

Paolo Saporiti - Grandi verità - Live - Jam TV

Paolo Saporiti – Grandi verità (Live)

Grandi verità è il brano che Paolo Saporiti ci fa ascoltare dal vivo in versione voce e chitarra negli studi di Jam TV

 

Parte da un monologo che propone abitualmente anche nei live Paolo Saporiti per arrivare poi subito a Grandi verità. Il brano fa parte del suo nuovo album La mia falsa identità, pubblicato da OrangeHomeRecords/Believe Music Italia. Si tratta del nono disco in studio che il cantautore milanese definisce ‘definitivo’ per svariate ragioni: la mole di lavoro, i tempi di realizzazione, i contributi artistici e l’impegno economico profusi.

 

Paolo Saporiti sta presentando il suo album dal vivo e tutte le date sono sul sito ufficiale del cantautore.

 

I brani contenuti nel disco sono venti, suddivisi in due capitoli: Lo sfratto e La Zattera. Il primo è inteso nell’accezione canonica di “estromissione delle persone da un domicilio” ma racconta anche di un dolce tipico di Pitigliano, la Gerusalemme toscana, realizzato a forma di piccolo bastone, per ricordare l’oggetto che il messo governativo usava per segnalare agli abitanti – bussando appunto alle porte – che era giunta l’ora di raggiungere il resto della comunità, nel ghetto, durante la cacciata del XVII secolo. I pasticcieri pensarono così di creare un dolce che potesse tenere viva quella memoria; il secondo capitolo invece cita il quadro di Géricault La zattera della Medusa (1818-19) in cui è rappresentato il naufragio della Medusa. Un caso che fece grande scalpore all’epoca di una nave naufragata davanti alle coste francesi. I sopravvissuti si abbandonarono ad atti di cannibalismo, nel nome della sopravvivenza.

“La mia falsa identità potrebbe rappresentare tanto la fine del percorso intrapreso fino a ora, quanto un nuovo inizio. Un punto di svolta sicuro nella visione e nella proposta di me stesso. Ci arrivo a 50 anni, con un cammino importante alle spalle, e dopo la pandemia. Ho voluto unire aspetti autobiografici, più o meno evidenti, vissuti introspettivi e punti di vista poetici sul sociale, sul mondo e sulla vita stessa, ma la mia cifra rimane comunque un insieme di fantasia, di sogno e di rielaborazione del lutto, di ricerca della felicità, tramite l’assunzione della sofferenza e della musica come compagna di crescita essenziale e metafora per la vita”, afferma Saporiti.

L’album è nato dall’iconico incontro tra la chitarra acustica e la voce di Paolo Saporiti, questa volta valorizzati dallo stretto rapporto intessuto con le orchestrazioni e l’elettronica ed il lavoro precedentemente sperimentato sul progetto Acini live vissuto con Alberto N. A. Turra alla chitarra elettrica e Lucio Sagone alla batteria.

La scrittura del violoncellista Stefano Cabrera (GnuQuartet, Gnus Cello) e del produttore Raffaele Abbate, l’elettronica cinematica ed emozionale, la cura per i dettagli, rendono La mia falsa identità un lavoro discografico maturo, ispirato a un concetto di fondo lasco magari, sfaccettato e multiforme, ma proprio per questo estremamente contemporaneo: la confusione, la molteplicità e l’incontro/scontro delle identità, dopo la caduta degli ideali, degli dei e dei muri, non è mai stata tanto evidente come oggi.

Il disco gode anche dei featuring di Mario Arcari (De André, Fossati, Capossela, Paoli) e il suo oboe d’amore nel brano Un sogno ancora da inventare e dell’ensemble GnuQuartet (De Gregori, Fabi, Meta, Afterhours, Bersani, per citarne alcuni) in L’autobomba.

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